| Innovazione e autonomia: le
parole chiave del settore difesa turco Lara Innesti Dicembre 2009 Ubicata al crocevia startegico tra Europa, Asia, Caucaso e Medio Oriente e dotata dell’esercito coscrittivo più grande in Europa e il secondo più grande tra i paesi NATO, ammontante a un milione di uomini, la Turchia ha iniziato considerevoli riforme delle forze armate allo scopo di ridimensionarne del 20-30% la dimensione complessiva, incrementandone la qualità nell’addestramento, nelle potenzialità tecnologiche e nella professionalità. Le minacce alla sicurezza nazionale, nonché crescenti divergenze all’interno delle strutture europee di sicurezza hanno spinto la Turchia a ricercare una maggiore indipendenza dai mercati stranieri nella fabbricazione di armi. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Il riorientamento strategico
della Turchia verso i Balcani Sara Miggiano, con la collaborazione di Francesca Torchia Dicembre 2009 Anche se il processo di adesione all'Unione Europea non si è mai fermato, la Turchia vede sempre più distante la data della sua eventuale e piena ammisione. Il paese è sempre più scettico: il processo dura da più di vent'anni senza sostanziali avanzamenti. Quel che è certo è che la Turchia non si accontenterà di un ingresso come membro di serie B, nè si farà bastare la “relazione privilegiata” proposta da Francia e Germania. Altrettanto sicuro è il fatto che non voglia rinunciare al suo prestigio internazionale, sfruttando la sua posizione geografica, a cavallo tra Oriente ed Occidente. La Turchia sta infatti lavorando per un riorientamento strategico. Da un lato vuole infatti diventare guida e ponte per il mondo arabo musulmano mediorientale. Dall'altro, vuole vuole riprendersi un ruolo predominante nei Balcani. Regione a cui è legata storicamente e culturalmente da secoli, la Turchia vuole esserne il primo sostenitore: investendo nei mercati, promuovendo la nascita ed il consolidamento di strutture democratiche, sostenendone le candidature euro-atlantiche. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| L' "ottobre di pace" di Ahmet
Davutoglu Stefano Torelli Novembre 2009 Tra la fine di settembre ed il mese di ottobre il Ministero degli Affari Esteri turco, guidato dall’ispiratore della politica estera dell’AKP Ahmet Davutoglu, ha portato a termine importanti accordi con i vicini mediorientali e, soprattutto, con la Repubblica di Armenia. La Turchia continua a perseguire la propria politica di “azzeramento dei problemi” con tutti i vicini, soprattutto verso Est, in un momento comunque importante anche per i rapporti con l’Unione Europea, dal momento che è stato pubblicato contemporaneamente il rapporto annuale di Bruxelles circa lo stato dell’arte nel processo di avvicinamento di Ankara all’UE. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Il rapporto dell'UE
sull'allargamento: gli diversi ostacoli all'ingresso della Turchia Roberta Raffaele Novembre 2009 Il 14 ottobre scorso la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles il suo Rapporto Annuale sull'Allargamento nel quale sono stati esposti i punti positivi e negativi dei Paesi candidati ad entrare nell'Unione, tra cui la Turchia. Il rapporto ha evidenziato come questo Paese sia migliorato notevolmente rispetto agli anni precedenti, ma ha anche evidenziato molti punti critici, primi fra tutti il rispetto dei diritti fondamentali, su cui la Turchia dovrà lavorare ancora per qualche anno prima di poter entrare ufficialmente nell'UE. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Intervista a
Carlo Frappi, ICTS di Roberto Spagnoli per Radio Radicale Dopo anni di strette relazioni politiche, diplomatiche e militari, il rapporto tra Turchia e Israele sembra essere in crisi. L'opposizione di Ankara alla partecipazione di Israele alla esercitazione aeronautica "Anatolian Eagle" rappresenta l'ultimo esempio delle tensioni tra Ankara e Tel Aviv seguite al conflitto di Gaza del dicembre e gennaio scorsi. Quali le motivazioni della presa di posizione turca? Si tratta dell'effetto di una situazione contingente oppure sta cambiando la politica estera di Ankara? Roberto Spagnoli, per Radio Radicale, affronta la questione con Carlo Frappi, direttore dell'Italian Center for Turkish Studies. Ascolta l'intervista oppure Vai alla sezione interviste |
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| Una crescente convergenza di
vedute: i militari e l'AKP Halil M. Karaveli La prospettiva dello Stato maggiore rispetto al movimento islamico conservatore dell'AKP si va evolvendo, dall'averlo giudicato un intruso nel territorio statale sino ad apprezzarne i meriti come protettore dell'integrità e della forza dello Stato. La gestione congiunta della questione curda di Stato Maggiore e governo è esemplare della convergenza in corso tra gli ex-avversari, provocando la dura reazione dell'esclusa opposizione nazionalista. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| L’acqua come strumento
della politica turca: analisi geopolitica del Guneydogu Anadolu Projesi (GAP) di Luca Bellusci Esattamente come l’economia di sussistenza, anche l’isolamento politico fa parte del passato. La politica di aggiustamento strutturale che la Turchia sta adottando in questi ultimi anni è tesa, da un lato, a creare le condizioni necessarie per poter competere con gli altri attori regionali e, dall’altro, a realizzare gli obiettivi del programma economico di pre-adesione all’Unione Europea, presentato nell’aprile scorso. Tra i vari progetti, quello per lo sviluppo dell’Anatolia Sud Orientale (GAP) è sicuramente il più ambizioso e non solo in termini di cifre investite, ma anche per le ripercussioni geopolitiche che ne potrebbero scaturire. Scarica il saggio (in formato pdf) oppure Vai all'elenco dei Working Paper |
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| Cresce la dimensione orientale
della politica estera turca Kemal M. Kaya Nonostante le incertezze e le complicazioni rimangano, gli accordi firmati tra Turchia ed Armenia indicano il potenziale per l’aumento delle possibilità turche di accesso al Caucaso ed all’Asia Centrale. Inoltre, gli accordi di cooperazione che sono stati recentemente ratificati tra gli stati turcofoni sono potenzialmente destinati a generare ripercussioni di vasta portata a livello culturale, economico e politico. Ma in queste, un ruolo di primo piano è sempre più ricoperto da Kazakistan ed Azerbaigian e non dalla Turchia. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Turchia - Israele: un matrimonio
d’interesse per un equilibrio politico regionale Francesco Saverio Ojetti L'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana, mentre si apprestava lo scorso 15 settembre, ad aprire i lavori della seconda giornata del Consiglio Affari generali e relazioni esterne a Bruxelles, con i ministri degli Esteri dei ventisette, annunciava la prossima riunione tra l'Iran ed i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, più la Germania, indicando senza mezzi termini la Turchia come possibile sede dell’incontro. Il nodo del nucleare come bandolo della matassa mediorientale, sarà con molta probabilità al centro dell’agenda dei lavori, mentre la scelta della Turchia come sede dell’incontro, potrebbe essere invece l’occasione giusta per consolidare il ruolo strategico e centrale di Ankara nelle politiche mediorientali all’indomani dell’investitura ufficiale del Paese ad autorevole mediatore politico nella crisi israelo-palestinese, con la Siria e gli altri paesi arabi moderati. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Turchia e minoranza curda: alla
vigilia di una svolta epocale? Matteo Monti Il 15 agosto scorso riccorreva il venticinquesimo anniversario dall’inizio delle ostilità tra il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) e la Repubblica Turca. Il bilancio di un quarto di secoli di attentati e repressione sarebbe di quasi 40 mila morti. La situazione sembra tuttavia essere arrivata in prossimità di uno storico punto di svolta, dato il parziale ammorbidimento nelle rispettive posizioni dei due rivali. Notevoli sarebbero le implicazioni di un miglioramento dei rapporti tra lo Stato turco e la minoranza curda, tanto sul piano interno quanto su quello regionale ed internazionale. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| The Euro-Atlantic strategy for
the Black Sea Area di Paul Duta e Cristian Agaficioaia The Black Sea region is a distinct geographical area rich in natural resources and strategically positioned at the junction of Europe, Central Asia and the Middle East. The region faces a range of opportunities and challenges. It is an expanding market with great potential for development and represents an important junction for energy and transport routes. Nevertheless, is also a region with frozen unresolved conflicts, with many environmental problems, and inadequate border checks which encourages illegal migration and organized crime. The aim of the article is to provide an appraisal of the interplay of national interests in the region and to explore strategic options for the developing of a Euro-Atlantic strategy for the Black Sea Area. Scarica il saggio (in formato pdf) oppure Vai all'elenco dei Working Paper |
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Il percorso riformista della
Turchia Stefano Torelli Con gli emendamenti al Codice di Procedura Penale dello scorso giugno, Ankara ha fatto un altro passo avanti nel campo delle riforme interne, in materia di rapporti tra l’Esercito e le istituzioni politiche. Ciò potrebbe avvicinare la Turchia all’Unione Europea, che ha sempre criticato proprio il ruolo ambiguo ricoperto dai militari in Turchia. Sebbene si debbano ancora compiere altre riforme, Ankara continua in questo processo, dando l’esempio a tutti gli altri attori regionali in Medio Oriente. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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Tempo di aggiungere la lettera T
alla sigla BRICs di Giulia Gullotti Quando si guarda ad Oriente per investire nei mercati emergenti generalmente si tende a focalizzare l’attenzione su Cina, India e Russia, rischiando di dimenticare un paese in forte crescita e a rilevante potenziale come la Turchia. La Repubblica fondata da Ataturk sembra ormai avere tutte le carte in regola per aggiungere la propria iniziale alla sigla BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Non è un caso che, con una popolazione di circa 70 milioni con un età media 29 anni ed un'economia di mercato in costante sviluppo, la Turchia si presenti come una formidabile opportunità di mercato per le aziende italiane. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Intervista a
Andrea Riscassi, RAI di Jacopo Marazia per Equilibri Sotto la guida di Vladimir Putin, la Russia ha riguadagnato una posizione di primo piano nel panorama delle relazioni internazionali. Su questo sfondo, il conflitto russo-georgiano in Ossezia meridionale, la questione dello scudo missilistico e l'accesa competizione energetica nello spazio eurasiatico rappresentano le più evidenti manifestazioni del multidimensionale e difficile rapporto tra Mosca e l'Occidente. La complessa situazione geopolitica della Russia odierna è oggetto della video-intervista ad Andrea Riscassi, inviato della RAI in Europa orientale e Russia. Guarda la video-intervista oppure Vai alla sezione interviste |
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La ripresa dei negoziati per la
risoluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh
di Andrea PutaturoNel corso degli ultimi mesi Armenia e Azerbaijan hanno intensificato i contatti per la ricerca di una soluzione condivisa del conflitto in Nagorno-Karabakh, l'enclave contesa tra i due paesi e sotto occupazione armena da quasi vent'anni. Tra novembre e giugno il presidente armeno Serzh Sarkisian e la controparte azera Ilham Aliyev si sono incontrati personalmente in quattro occasioni. Per quanto si tratti di un significativo passo avanti rispetto ai rari e inconcludenti faccia a faccia registrati negli ultimi anni, è ancora difficile indicare se la svolta sia in effetti a portata di mano. Il conflitto in Nagorno-Karabakh non è solamente una disputa territoriale tra Armenia e Azerbaijan, ma un elemento del più ampio gioco in atto tra le grandi potenze per ridisegnare gli equilibri nello scacchiere regionale. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Unione Europea: la sfida
Nabucco-South Stream tra realtà e ideologia di Nicolò Sartori Come recentemente confermato dal commissario europeo all'energia Andris Piebalgs, il 13 luglio ad Ankara verrà firmato l'accordo intergovernativo tra la Turchia ed i paesi europei partner nel progetto per il gasdotto Nabucco. La firma dell'accordo, che non sarà sottoscritto dalla Commissione europea presente al summit turco soltanto in qualità di osservatore, potrebbe rappresentare uno spartiacque fondamentale per il futuro del gasdotto. Infatti, se la cerimonia di Ankara dovesse dare vita ad un'intesa al ribasso, il destino di Nabucco (e delle velleità di diversificazione europea) potrebbe considerarsi quasi definitivamente segnato. Nel caso in cui, invece, durante il meeting turco le parti dovessero raggiungere forti sinergie, si tratterebbe di un passo fondamentale in un percorso che resta tuttavia impervio e carico di incognite. Leggi l'articolo oppure Vai all'elenco degli Occasional Paper |
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| Le radici della ridefinizione
della politica mediorientale della Turchia: le politiche di Özal ed Erbakan e il nodo iracheno (1991-1997) di Silvia Pagliacci Il maggior coinvolgimento negli affari mediorientali ha rappresentato il principale cambiamento nelle direttrici della politica estera turca nella fase successiva alla fine del sistema bipolare. Significativa correzione delle direttrici di politica estera kemalista ed in parziale dissonanza con le politiche regionali dei propri tradizionali alleati euro-atlantici, la revisione della politica mediorientale turca affonda le proprie radici nelle presidenze di Turgut Özal e Necmettin Erbakan. Il presente saggio esamina in dettaglio l'evoluzione della politica turca rispetto al nodo iracheno, angolatura d'analisi privilegiata per la comprensione della più ampia ridefinizione della politica di Ankara verso l'area mediorientale. Scarica il saggio (in formato pdf) oppure Vai all'elenco dei Working Paper |
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| Il cambio al Ministero degli
Affari Esteri: le possibili ripercussioni sulla politica estera di Stefano Torelli A seguito della tornata elettorale amministrativa dello scorso 29 marzo, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan ha preso la decisione di operare dei cambiamenti all’interno della propria squadra di governo. La questione della guerriglia di matrice curda e la necessità di garantire un maggior livello di sicurezza ai propri confini sono due dei motivi principali del rimpasto. Tra i Ministri sollevati dal loro incarico, a sorpresa è risultato anche il titolare degli Esteri Ali Babacan, a favore di Ahmet Davutoğlu, da sempre consigliere personale di Erdoğan per la politica estera. Con questa mossa Ankara potrebbe svolgere un ruolo maggiormente attivo nella regione del Medio Oriente allargato. Scarica il saggio (in formato pdf) oppure Vai all'elenco dei Working Paper |
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| L'Italian Center
for Turkish Studies-ICTS, in collaborazione con
Equilibri e con la fondazione CRUI, segnala l'apertura delle
candidature per gli internship
da svolgersi nell'anno 2009, nella duplice formula "in sede" e "a distanza". Per maggiori informazioni, si invita a consultare la sezione formazione del sito. Per l'invio delle candidature, si invita ad utilizzare l'apposito modulo scaricabile in formato word da inviare all'indirizzo mail icts@equilibri.net o al numero di fax 0258109661. |
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