Italian Center for Turkish Studies - ICTS

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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.24/2009

Innovazione e autonomia: le parole chiave del settore difesa turco
Lara Innesti
Dicembre 2009

Ubicata al crocevia startegico tra Europa, Asia, Caucaso e Medio Oriente e dotata dell’esercito coscrittivo più grande in Europa e il secondo più grande tra i paesi NATO, ammontante a un milione di uomini, la Turchia ha iniziato considerevoli riforme delle forze armate allo scopo di ridimensionarne del 20-30% la dimensione complessiva, incrementandone la qualità nell’addestramento, nelle potenzialità tecnologiche e nella professionalità. Le minacce alla sicurezza nazionale, nonché crescenti divergenze all’interno delle strutture europee di sicurezza hanno spinto la Turchia a ricercare una maggiore indipendenza dai mercati stranieri nella fabbricazione di armi.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.23/2009

Il riorientamento strategico della Turchia verso i Balcani
Sara Miggiano, con la collaborazione di Francesca Torchia
Dicembre 2009

Anche se il processo di adesione all'Unione Europea non si è mai fermato, la Turchia vede sempre più distante la data della sua eventuale e piena ammisione. Il paese è sempre più scettico: il processo dura da più di vent'anni senza sostanziali avanzamenti. Quel che è certo è che la Turchia non si accontenterà di un ingresso come membro di serie B, nè si farà bastare la “relazione privilegiata” proposta da Francia e Germania. Altrettanto sicuro è il fatto che non voglia rinunciare al suo prestigio internazionale, sfruttando la sua posizione geografica, a cavallo tra Oriente ed Occidente. La Turchia sta infatti lavorando per un riorientamento strategico. Da un lato vuole infatti diventare guida e ponte per il mondo arabo musulmano mediorientale. Dall'altro, vuole vuole riprendersi un ruolo predominante nei Balcani. Regione a cui è legata storicamente e culturalmente da secoli, la Turchia vuole esserne il primo sostenitore: investendo nei mercati, promuovendo la nascita ed il consolidamento di strutture democratiche, sostenendone le candidature euro-atlantiche.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.22/2009

L' "ottobre di pace" di Ahmet Davutoglu
Stefano Torelli
Novembre 2009

Tra la fine di settembre ed il mese di ottobre il Ministero degli Affari Esteri turco, guidato dall’ispiratore della politica estera dell’AKP Ahmet Davutoglu, ha portato a termine importanti accordi con i vicini mediorientali e, soprattutto, con la Repubblica di Armenia. La Turchia continua a perseguire la propria politica di “azzeramento dei problemi” con tutti i vicini, soprattutto verso Est, in un momento comunque importante anche per i rapporti con l’Unione Europea, dal momento che è stato pubblicato contemporaneamente il rapporto annuale di Bruxelles circa lo stato dell’arte nel processo di avvicinamento di Ankara all’UE.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.21/2009

Il rapporto dell'UE sull'allargamento: gli diversi ostacoli all'ingresso della Turchia
Roberta Raffaele
Novembre 2009

Il 14 ottobre scorso la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles il suo Rapporto Annuale sull'Allargamento nel quale sono stati esposti i punti positivi e negativi dei Paesi candidati ad entrare nell'Unione, tra cui la Turchia. Il rapporto ha evidenziato come questo Paese sia migliorato notevolmente rispetto agli anni precedenti, ma ha anche evidenziato molti punti critici, primi fra tutti il rispetto dei diritti fondamentali, su cui la Turchia dovrà lavorare ancora per qualche anno prima di poter entrare ufficialmente nell'UE.


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- INTERVISTE -
La crisi delle relazioni tra Turchia e Israele

Intervista a Carlo Frappi, ICTS
di Roberto Spagnoli per Radio Radicale

Dopo anni di strette relazioni politiche, diplomatiche e militari, il rapporto tra Turchia e Israele sembra essere in crisi.
L'opposizione di Ankara alla partecipazione di Israele alla esercitazione aeronautica "Anatolian Eagle" rappresenta l'ultimo esempio delle tensioni tra Ankara e Tel Aviv seguite al conflitto di Gaza del dicembre e gennaio scorsi. Quali le motivazioni della presa di posizione turca? Si tratta dell'effetto di una situazione contingente oppure sta cambiando la politica estera di Ankara? Roberto Spagnoli, per Radio Radicale, affronta la questione con Carlo Frappi, direttore dell'Italian Center for Turkish Studies.

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Frappi


- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.20/2009

Una crescente convergenza di vedute: i militari e l'AKP
Halil M. Karaveli

La prospettiva dello Stato maggiore rispetto al movimento islamico conservatore dell'AKP si va evolvendo, dall'averlo giudicato un intruso nel territorio statale sino ad apprezzarne i meriti come protettore dell'integrità e della forza dello Stato. La gestione congiunta della questione curda di Stato Maggiore e governo è esemplare della convergenza in corso tra gli ex-avversari, provocando la dura reazione dell'esclusa opposizione nazionalista.


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- PUBBLICAZIONI -
Working Paper num.07/2009

L’acqua come strumento della politica turca:
analisi geopolitica del Guneydogu Anadolu Projesi (GAP)

di Luca Bellusci

Esattamente come l’economia di sussistenza, anche l’isolamento politico fa parte del passato. La politica di aggiustamento strutturale che la Turchia sta adottando in questi ultimi anni è tesa, da un lato, a creare le condizioni necessarie per poter competere con gli altri attori regionali e, dall’altro, a realizzare gli obiettivi del programma economico di pre-adesione all’Unione Europea, presentato nell’aprile scorso. Tra i vari progetti, quello per lo sviluppo dell’Anatolia Sud Orientale (GAP) è sicuramente il più ambizioso e non solo in termini di cifre investite, ma anche per le ripercussioni geopolitiche che ne potrebbero scaturire.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.19/2009

Cresce la dimensione orientale della politica estera turca
Kemal M. Kaya

Nonostante le incertezze e le complicazioni rimangano, gli accordi firmati tra Turchia ed Armenia indicano il potenziale per l’aumento delle possibilità turche di accesso al Caucaso ed all’Asia Centrale. Inoltre, gli accordi di cooperazione che sono stati recentemente ratificati tra gli stati turcofoni sono potenzialmente destinati a generare ripercussioni di  vasta portata a livello culturale, economico e politico. Ma in queste, un ruolo di primo piano è sempre più ricoperto da Kazakistan ed Azerbaigian e non dalla Turchia.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.18/2009

Turchia - Israele: un matrimonio d’interesse per un equilibrio politico regionale
Francesco Saverio Ojetti

L'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana, mentre si apprestava lo scorso 15 settembre, ad aprire i lavori della seconda giornata del Consiglio Affari generali e relazioni esterne a Bruxelles, con i ministri degli Esteri dei ventisette, annunciava la prossima riunione tra l'Iran ed i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, più la Germania, indicando senza mezzi termini la Turchia come possibile sede dell’incontro. Il nodo del nucleare come bandolo della matassa mediorientale, sarà con molta probabilità al centro dell’agenda dei lavori, mentre la scelta della Turchia come sede dell’incontro, potrebbe essere invece l’occasione giusta per consolidare il ruolo strategico e centrale di Ankara nelle politiche mediorientali all’indomani dell’investitura ufficiale del Paese ad autorevole mediatore politico nella crisi israelo-palestinese, con la Siria e gli altri paesi arabi moderati.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.17/2009

Turchia e minoranza curda: alla vigilia di una svolta epocale?
Matteo Monti

Il 15 agosto scorso riccorreva il venticinquesimo anniversario dall’inizio delle ostilità tra il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) e la Repubblica Turca. Il bilancio di un quarto di secoli di attentati e repressione sarebbe di quasi 40 mila morti. La situazione sembra tuttavia essere arrivata in prossimità di uno storico punto di svolta, dato il parziale ammorbidimento nelle rispettive posizioni dei due rivali.  
Notevoli sarebbero le implicazioni di un miglioramento dei rapporti tra lo Stato turco e la minoranza curda, tanto sul piano interno quanto su quello regionale ed internazionale.


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- PUBBLICAZIONI -
Working Paper num.06/2009

The Euro-Atlantic strategy for the Black Sea Area 
di Paul Duta e Cristian Agaficioaia

The Black Sea region is a distinct geographical area rich in natural resources and strategically positioned at the junction of Europe, Central Asia and the Middle East. The region faces a range of opportunities and challenges. It is an expanding market with great potential for development and represents an important junction for energy and transport routes. Nevertheless, is also a region with frozen unresolved conflicts, with many environmental problems, and inadequate border checks which encourages illegal migration and organized crime. The aim of the article is to provide an appraisal of the interplay of national interests in the region and to explore strategic options for the developing of a Euro-Atlantic strategy for the Black Sea Area.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.16/2009

Il percorso riformista della Turchia
Stefano Torelli

Con gli emendamenti al Codice di Procedura Penale dello scorso giugno, Ankara ha fatto un altro passo avanti nel campo delle riforme interne, in materia di rapporti tra l’Esercito e le istituzioni politiche. Ciò potrebbe avvicinare la Turchia all’Unione Europea, che ha sempre criticato proprio il ruolo ambiguo ricoperto dai militari in Turchia. Sebbene si debbano ancora compiere altre riforme, Ankara continua in questo processo, dando l’esempio a tutti gli altri attori regionali in Medio Oriente.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.15/2009

Tempo di aggiungere la lettera T alla sigla BRICs
di Giulia Gullotti

Quando si guarda ad Oriente per investire nei mercati emergenti generalmente si tende a focalizzare l’attenzione su Cina, India e Russia, rischiando di dimenticare un paese in forte crescita e a rilevante potenziale come la Turchia. La Repubblica fondata da Ataturk sembra ormai avere tutte le carte in regola per aggiungere la propria iniziale alla sigla BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Non è un caso che, con una popolazione di circa 70 milioni con un età media 29 anni ed un'economia di mercato in costante sviluppo, la Turchia si presenti come una formidabile opportunità di mercato per le aziende italiane.


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- INTERVISTE -
La Russia di Putin e l'Occidente

Intervista a Andrea Riscassi, RAI
di Jacopo Marazia per Equilibri

Sotto la guida di Vladimir Putin, la Russia ha riguadagnato una posizione di primo piano nel panorama delle relazioni internazionali. Su questo sfondo, il conflitto russo-georgiano in Ossezia meridionale, la questione dello scudo missilistico e l'accesa competizione energetica nello spazio eurasiatico rappresentano le più evidenti manifestazioni del multidimensionale e difficile rapporto tra Mosca e l'Occidente. La complessa situazione geopolitica della Russia odierna è oggetto della video-intervista ad Andrea Riscassi, inviato della RAI in Europa orientale e Russia.


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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.14/2009

La ripresa dei negoziati per la risoluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh
di Andrea Putaturo

Nel corso degli ultimi mesi Armenia e Azerbaijan hanno intensificato i contatti per la ricerca di una soluzione condivisa del conflitto in Nagorno-Karabakh, l'enclave contesa tra i due paesi e sotto occupazione armena da quasi vent'anni. Tra novembre e giugno il presidente armeno Serzh Sarkisian e la controparte azera Ilham Aliyev si sono incontrati personalmente in quattro occasioni. Per quanto si tratti di un significativo passo avanti rispetto ai rari e inconcludenti faccia a faccia registrati negli ultimi anni, è ancora difficile indicare se la svolta sia in effetti a portata di mano. Il conflitto in Nagorno-Karabakh non è solamente una disputa territoriale tra Armenia e Azerbaijan, ma un elemento del più ampio gioco in atto tra le grandi potenze per ridisegnare gli equilibri nello scacchiere regionale.

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- PUBBLICAZIONI -
Occasional Paper num.13/2009

Unione Europea: la sfida Nabucco-South Stream tra realtà e ideologia
di Nicolò Sartori

Come recentemente confermato dal commissario europeo all'energia Andris Piebalgs, il 13 luglio ad Ankara verrà firmato l'accordo intergovernativo tra la Turchia ed i paesi europei partner nel progetto per il gasdotto Nabucco. La firma dell'accordo, che non sarà sottoscritto dalla Commissione europea presente al summit turco soltanto in qualità di osservatore, potrebbe rappresentare uno spartiacque fondamentale per il futuro del gasdotto. Infatti, se la cerimonia di Ankara dovesse dare vita ad un'intesa al ribasso, il destino di Nabucco (e delle velleità di diversificazione europea) potrebbe considerarsi quasi definitivamente segnato. Nel caso in cui, invece, durante il meeting turco le parti dovessero raggiungere forti sinergie, si tratterebbe di un passo fondamentale in un percorso che resta tuttavia impervio e carico di incognite.


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- PUBBLICAZIONI -
Working Paper num.05/2009

Le radici della ridefinizione della politica mediorientale della Turchia:
le politiche di Özal ed Erbakan e il nodo iracheno (1991-1997)

di Silvia Pagliacci

Il maggior coinvolgimento negli affari mediorientali ha rappresentato il principale cambiamento nelle direttrici della politica estera turca nella fase successiva alla fine del sistema bipolare. Significativa correzione delle direttrici di politica estera kemalista ed in parziale dissonanza con le politiche regionali dei propri tradizionali alleati euro-atlantici, la revisione della politica mediorientale turca affonda le proprie radici nelle presidenze di Turgut Özal e Necmettin Erbakan. Il presente saggio esamina in dettaglio l'evoluzione della politica turca rispetto al nodo iracheno, angolatura d'analisi privilegiata per la comprensione della più ampia ridefinizione della politica di Ankara verso l'area mediorientale.

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- PUBBLICAZIONI -
Working Paper num.06/2009

Il cambio al Ministero degli Affari Esteri:
le possibili ripercussioni sulla politica estera
di Stefano Torelli

A seguito della tornata elettorale amministrativa dello scorso 29 marzo, il Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan ha preso la decisione di operare dei cambiamenti all’interno della propria squadra di governo.
La questione della guerriglia di matrice curda e la necessità di garantire un maggior livello di sicurezza ai propri confini sono due dei motivi principali del rimpasto. Tra i Ministri sollevati dal loro incarico, a sorpresa è risultato anche il titolare degli Esteri Ali Babacan, a favore di Ahmet Davutoğlu, da sempre consigliere personale di Erdoğan per la politica estera. Con questa mossa Ankara potrebbe svolgere un ruolo maggiormente attivo nella regione del Medio Oriente allargato. 


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- FORMAZIONE -

L'Italian Center for Turkish Studies-ICTS, in collaborazione con Equilibri e con la fondazione CRUI, segnala l'apertura delle candidature per gli internship da svolgersi nell'anno 2009, nella duplice formula "in sede" e "a distanza".

Per maggiori informazioni, si invita a consultare la sezione formazione del sito.

Per l'invio delle candidature, si invita ad utilizzare l'apposito modulo scaricabile in formato word da inviare all'indirizzo mail icts@equilibri.net o al numero di fax 0258109661
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