Programma Eu-Mediterraneo
PRESENTAZIONE
Il Programma Unione europea-Mediterraneo mira a monitorare
costantemente le dinamiche delle relazioni bilaterali tra la Turchia e
l’UE, nell’ottica dell’inclusione della
Turchia nel
processo di allargamento Europeo. L’evoluzione delle
relazioni
tra Turchia e UE sarà analizzata tramite un approccio
multidisciplinare e multidimensionale, con l’obiettivo di
perseguire una comprensione completa e ed esauriente delle rispettive
politiche.
Nello specifico,
sarà data
particolare attenzione all’analisi delle questioni cruciali
che
caratterizzano attualmente le relazioni:
- Dinamiche
culturali, economiche e geopolitiche del processo di allargamento
dell’UE;
- Relazioni
economiche tra UE e Turchia;
- Il ruolo
attuale e potenziale della Turchia nel contesto della Politica di
Vicinato Europea;
- Ricezione
dell'acquis communitaire e processo di riforma istituzionale;
- Il ruolo
turco nello sviluppo delle politiche di Sicurezza Energetica Europea.
ATTIVITA' RECENTI
Il percorso riformista della
Turchia
di Stefano Torelli
Occasional Paper num.16/2009
Luglio 2009
Con
gli emendamenti al Codice di Procedura Penale dello scorso giugno,
Ankara ha fatto un altro passo avanti nel campo delle riforme interne,
in materia di rapporti tra l’Esercito e le istituzioni
politiche.
Ciò potrebbe avvicinare la Turchia all’Unione
Europea, che
ha sempre criticato proprio il ruolo ambiguo ricoperto dai militari in
Turchia. Sebbene si debbano ancora compiere altre riforme, Ankara
continua in questo processo, dando l’esempio a tutti gli
altri
attori regionali in Medio Oriente.
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Unione Europea: la sfida Nabucco-South Stream tra realtà e
ideologia
di Nicolò Sartori
Occasional paper num.13/2009
Luglio 2009
Come
recentemente confermato dal commissario europeo all'energia Andris
Piebalgs, il 13 luglio ad Ankara verrà firmato l'accordo
intergovernativo tra la Turchia ed i paesi europei partner nel progetto
per il gasdotto Nabucco. La firma dell'accordo, che non sarà
sottoscritto dalla Commissione europea presente al summit turco
soltanto in qualità di osservatore, potrebbe rappresentare
uno
spartiacque fondamentale per il futuro del gasdotto. Infatti, se la
cerimonia di Ankara dovesse dare vita ad un'intesa al ribasso, il
destino di Nabucco (e delle velleità di diversificazione
europea) potrebbe considerarsi quasi definitivamente segnato. Nel caso
in cui, invece, durante il meeting turco le parti dovessero raggiungere
forti sinergie, si tratterebbe di un passo fondamentale in un percorso
che resta tuttavia impervio e carico di incognite.
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Il progetto Nabucco nel contesto della sicurezza energetica europea
di
Matteo Monti
Worling Paper num.04/2009
Giugno 2009
Una delle
priorità nelle politiche
d’integrazione europee è rappresentata dal settore
energetico:gli organi comunitari stanno utilizzando le risorse a loro
disposizione al fine di dotare l’Unione Europea di un mercato
energetico comune. L'azione politica della Commissione non si ferma
tuttavia ai confini dell'Unione: da un decennio a questa parte, l'UE si
è resa conto della necessità di sviluppare una
politica
energetica coerente anche verso l'esterno. In particolare, partendo
dalla semplice constatazione che la già elevata dipendenza
energetica europea è destinata ad aggravarsi in futuro,
Bruxelles ha deciso di proiettarsi al di fuori dei suoi confini, al
fine di potersi assicurare la sicurezza nell'approvvigionamento
energetico. In questo contesto che si inserisce il progetto Nabucco, un
gasdotto di rilevante portata e significatività tanto
energetica
quanto strategica.
Scopo del saggio
è di analizzare il contributo che il gasdotto
Nabucco può dare alla realizzazione del progetto di
sicurezza
d'approvvigionamento energetico e della diversificazione delle rotte di
rifornimento portato avanti dall’Unione Europea
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"Mamma li turchi?"
di
Alessandra Baldoni per Rai International
Focus 12:30 GMT
Aprile 2009
A conclusione del vertice Usa-Ue dello scorso 5 aprile a Praga, il
Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha spezzato una lancia in
favore dell'ingresso della Turchia nell'Ue ma ha ricevuto un fermo no
dal presidente francese Nicolas Sarkozy ed una fredda accoglienza da
parte del cancelliere tedesco Angela Merkel. Favorevole, invece, il
premier italiano Berlusconi.
L'adesione di Ankara al blocco dei 27 Paesi dell'Ue, sostiene il
presidente Usa "sarebbe il modo per ancorare fortemente questo Paese
all'Europa". Ma la questione dell'ingresso della Turchia nell'Ue
è molto controversa: se la Turchia dovesse entrare in
Europa, ne
diventerebbe il Paese più popoloso e gli 80 milioni di
cittadini
turchi farebbero impennare la percentuale di musulmani dall'attuale 3%
al futuro 20%.
Alessandra Baldoni ne parla con Lutfullah Goktas, corrispondente della
Tv turca NTV, con il Prof. Carlo Altomonte, docente di Politica
Economica europea, e con Carlo Frappi, direttore dell'Italian Center
for Turkish Studies e Ricercatore Ispi.
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La Turchia nello scenario delle politiche euro-mediterranee
di Lucia
Lazzaro
Occasional
Paper num.07/2009
Aprile 2009
Nel luglio del 2008 è stato
avviato il processo di
istituzionalizzazione dell’Unione per il Mediterraneo (UpM),
promossa dal presidente francese Sarkozy già prima la sua
presidenza di turno alla Commissione Europea.
Il coinvolgimento della Turchia nell’UpM ha sollevato
polemiche
relative all’ipotesi di soluzioni alternative al processo di
integrazione nell’Unione Europea. Ad ogni modo, al momento
dell’adozione dell’UpM, la Turchia è
rientrata a
pieno titolo nella nuova politica a favore del Mediterraneo, che
dovrebbe rilanciare il precedente Partenariato Euro-Mediterraneo (PEM)
del ’95, noto anche come Processo di Barcellona.
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Il ruolo ambivalente della Turchia come ponte tra l’occidente
ed il mondo musulmano
di Kemal
Kaya e Halil M. Karaveli
Occasional
Paper num.04/2009
Marzo 2009
Secondo una concezione tradizionale in Europa e negli
Stati
Uniti, la Turchia rappresenta “un ponte” tra il
mondo
musulmano e l’Occidente ed è stato un affidabile
alleato
occidentale per mezzo secolo. Tuttavia, da un punto di vista
occidentale, recenti sviluppi hanno destato preoccupazioni
riguardo alle direzione presa dal Paese. Resta da verificare se
l’amministrazione del Presidente Barack Obama sarà
in
grado di rinnovare l’alleanza turco-statunitense, incrinatasi
dal
2003, o se piuttosto gli sviluppi in Turchia porteranno ad una
situazione radicalmente nuova.
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L'AKP riafferma il suo impegno nel processo di adesione all'UE
di Kemal
Kaya
Occasional
Paper num.01/2009
Febbraio 2009
La nomina di Egemen Bagis come chief negotiator e la visita
di
Recep Tayyip Erdogan alla Commissione Europea a Bruxelles in data 18
gennaio segnalano l'inizio di una nuova era nelle relazioni
Europa-Turchia. Benché importanti, questi provvedimenti
presi da
Ankara non sono sufficienti. Il futuro dell'ingresso delle Turchia in
Europa dipende da sviluppi politici che entrambi i protagonisti devono
supportare. Ma è certo che il processo di integrazione
all'Unione Europea rimane un vantaggio politico cruciale per l'AKP.
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Ucraina e Russia: le ragioni della guerra del gas
di Jacopo
Marazia per Equilibri
Intervista a Federico Bordonaro,
responsabile del Programma Mar Nero Allargato di ICTS per Equilibri
Gennaio
2009
La
recente riedizione della crisi del gas tra Russia ed Ucraina riporta al
centro dell’attalità internazionale
–come già nell’inverno 2006–
la
notevole vulnerabilità del sistema di approvvigionamento
energetico
dell’Unione europea. La crescente dipendenza
dell’Ue da fonti esterne,
mostra nuovamente il rischio di tramutarsi in vulnerabilità
politica, a
partire dalla eccessiva dipendenza da un unico fornitore –la
Russia–
per una fonte di energia vitale, quale il gas.
La crisi energetica
tra Mosca e Kiev dimostra dunque, una volta di più, la
necessità per
l’Unione di propugnare e sostenere politicamente la
costruzione di
rotte energetiche alternative a quelle russo-centriche. La
necessità,
cioè, di coerente formulazione di una strategia di sicuezza
energetica
che abbia nella Turchia il naturale punto di collegamento tra le
regioni mediorientali e caspiche di produzione energetica ed i mercati
europei.
La crisi russo-ucraina è oggetto della video intervista
rilasciata da Federico Bordonaro, responsabile del Programma sul Mar
Nero Allargato di ICTS, a Jacopo Marazia per Equilibri.
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la video intervista
Il
contributo turco alla realizzazione della politica energetica esterna
dell’Unione Europea,
in
riferimento agli attuali e ai possibili progetti di trasporto
di
Sina Kisacik
Working
Paper num.05/2008
Novembre
2008
L’Unione
Europea
è la più grande e importante organizzazione
economica, in
quanto rappresenta gli interessi di 450 milioni di persone.
L’UE attua politiche comuni tra i paesi membri nei settori
dell’agricoltura, del commercio e della politica estera di
sicurezza. Al momento, la priorità nelle politiche di
integrazione europee è rappresentata dal settore energetico.
La
dipendenza energetica da fonti esterne, quali petrolio e gas naturale,
è aumentata notevolmente raggiungendo il 50% del fabbisogno
totale; le aspettative future prevedono una dipendenza del 70%. Per
diminuire queste percentuali, l’UE mira a predisporre una
efficace politica comune nel settore energetico.
L'analisi esamina il
contributo
turco all’effettiva realizzazione della politica energetica
esterna dell’Unione Europea, con riferimento agli attuali ed
ai
potenziali progetti di trasporto energetico.
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Il
nuovo ruolo regionale della Turchia potrebbe attrarre nuovamente UE e
USA
di
Stefano Perna
Occasional
Paper num.07/2008
Novembre
2008
L'iter che dovrebbe
consentire alla
Turchia di ottenere la membership europea sta attraversando una fase di
empasse e molti temono che l'istituzione dell'Unione Mediterranea sia
stata un ulteriore escamotage voluto dal Presidente Sarkozy per
allontanare Ankara da Bruxelles. Inoltre negli ultimi anni gli
interessi della Turchia e del suo alleato statunitense non sembrano
coincidere come un tempo, quando cioè la penisola anatolica
svolgeva il ruolo di avamposto occidentale nel Mediterraneo orientale.
In questo contesto la Turchia si sta sforzando di assumere un
atteggiamento autonomo nella regione e di stringere nuove relazioni con
Paesi quali la Russia, l'Iran e la Siria. Se il processo di
integrazione europeo dovesse definitivamente arenarsi e Ankara dovesse
allontanarsi ulteriormente dagli USA, potrebbero scaturire delle
dinamiche geopolitiche che già da ora destano non poche
preoccupazioni nelle cancellerie occidentali.
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Le
nuove direttrici della politica estera turca:
Un radicale cambiamento rispetto alla westpolitik di Ankara?
di
Matteo Fumagalli
Working
Paper num.03/2008
Ottobre
2008
Il saggio valuta
l’esperienza
dell’ AKP al governo, focalizzandosi sulla linea di condotta
tenuta in politica estera. In particolare si domanda se la politica
estera turca durante il periodo 2002-2008 si sia distanziata da quella
tradizionalmente portata avanti durante il periodo kemalista. Esamina
poi le nuove iniziative di politica estera (con Russia, Iran e Siria),
chiedendosi se queste rappresentino un tentativo di svolta radicale nel
suo orientamento, tradizionalmente verso occidente.
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La
frattura regionale di uno stato centralizzato
di
Giulia Piccolino
Occasional
Paper num.04/2008
Luglio
2008
La Turchia
è un paese ad
economia emergente, oltre che un candidato ufficiale all'ingresso
nell’Unione europea. Tuttavia i recenti progressi economici
non
hanno colmato la tradizionale disparità tra la parte
occidentale
del paese, relativamente prospera, e le zone orientali povere. Il
carattere centralizzato dello Stato turco e il suo approccio repressivo
alle rivendicazioni separatiste del sud est hanno una parte di
responsabilità nel permanere di questa situazione. Il
processo
di pre-adesione all’Unione europea e la recente espansione
della
cooperazione decentrata potrebbero però fornire nuove
opportunità alle autonomie locali turche e alle regioni
povere
del paese.
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La
Questione Cipriota: Alla ricerca di nuovi paradigmi interpretativi
Atti
di Convegno num.01/2008
Sala
Conferenze CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della
Piccola e Media Impresa
Torino,
28 marzo 2008
- Carola
Cerami, Cipro e
l'Ue in una prospettiva storica
- Yiorghos
Leventis, La
PESD nel Mediterraneo: il ruolo di Cipro nella sicurezza europea
- Asim
Vehbi, L'evoluzione
politica di TRNC (1983-2008)
- Canan
Balkir, La
comunità imprenditoriale cipriota come soggetto politico
- Elena
Baracani, Evoluzione
della posizione turca rispetto alla questione cipriota
Registrazione
video
Turchia
e Sicurezza Energetica: La Turchia come Paese di Transito
dell’Energia
di
Gareth M. Winrow
Occasional
Paper num.01/2007
Novembre
2007
Il saggio esamina
sinteticamente il
ruolo che la Turchia può giocare come paese di transito
dell’energia. In futuro, cospicui volumi di petrolio greggio
e di
gas naturale potrebbero essere trasportati, attraverso il territorio
turco, dai paesi produttori di energia delle regioni del Caspio e del
Grande Medio Oriente ai paesi consumatori in Europa. Le
autorità
ad Ankara e Bruxelles hanno ripetutamente sottolineato come la Turchia
sia chiamata a divenire uno stato chiave nel transito
dell’energia e quanto ciò contribuirà a
risolvere
le crescenti preoccupazioni degli stati membri dell’Ue in
relazione alla sicurezza energetica. Tale impostazione risulta peraltro
in linea con la politica del governo del Partito per la Giustizia e lo
Sviluppo ad Ankara, che cerca di rimarcare l’importanza
strategica della Turchia nella speranza che ciò possa
agevolare
il processo di ingresso della Turchia in Unione europea.
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