I commenti internazionali alla
visita di Obama in Turchia
di Sebastiano Sali
Occasional Paper num.12/2009
Giugno
2009
La
visita del neo Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack
Hussein Obama, in Turchia agli inizi dello scorso aprile, ha
rappresentato uno dei momenti più delicati ed importanti del
breve corso della nuova amministrazione. Molte infatti erano le
aspettative nei confronti di tale viaggio, così come
numerose le
sue potenziali ricadute su delicate questioni regionali.
Intento dell'articolo
è di raccogliere e dar conto dei commenti
riportati alla fine del viaggio di Obama in Turchia dai principali
centri di ricerca internazionali, per cercare di capire come essi
abbiano interpretato le parole ed i gesti del presidente statunitense.
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La
NATO e la sicurezza energetica
di Piero Soave
Working Paper num.02/2009
Maggio 2009
La
sicurezza
energetica è un concetto molto ampio, che include la
disponibilità di materie prime, l’adeguatezza
delle
infrastrutture per il loro trasporto,
l’accessibilità
dei prezzi, la geopolitica dei rapporti
tra
paesi consumatori e produttori, la
sostenibilità
ambientale e sociale delle forme di energia utilizzate.
La NATO non è che
l’ultima
organizzazione ad essersi interessata di sicurezza energetica, in
particolare dal Summit di Riga del 2006. L’analisi evidenzia
che
i paesi membri sono stati molto cauti nell’affrontare il
tema,
consapevoli del suo potenziale di divisione e delle
difficoltà
pratiche degli interventi.
La discussione del possibile ruolo
della NATO
conduce alla conclusione che esso è limitato a settori ben
precisi e deve inserirsi in un contesto di cooperazione con altre
organizzazioni internazionali. Al di là di alcune azioni
mirate,
la NATO ha ben poche possibilità di intervenire sui reali
problemi che minano la sicurezza energetica, in particolare nel lungo
periodo.
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La visita di Obama in Turchia e il rilancio della
partnership turco-statunitense
di
Simone Comi
Occasional Paper num.06/2009
Aprile 2009
La
visita di
Barack Obama ad Istanbul ha rilanciato alcuni dei temi fondamentali
nelle relazioni tra gli Stati Uniti e la Turchia. La questione irachena
ed il ruolo di Ankara come mediatore nella risoluzione dei conflitti
regionali sono i temi rispetto a cui è apparsa
più
chiaramente la volontà del neo eletto Presidente
statunitense di
rivedere le linee guida delle relazioni con Ankara. L’attuale
amministrazione Democratica considera infatti la Turchia un attore
fondamentale con cui doversi confrontare per le questioni riguardanti
il Medio Oriente e i rapporti con i paesi islamici moderati. Le
dichiarazioni di Barack Obama rispetto alla possibile adesione della
Turchia all’Unione Europea sarebbero da leggersi come segnale
tangibile della volontà della Casa Bianca di rivalutare i
rapporti con Ankara affinché questa possa favorire un
riavvicinamento tra gli Stati Uniti ed il mondo islamico. Alle tensioni
crescenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni della presidenza di
George W. Bush potrebbe quindi seguire un periodo di intense relazioni
tra l’attuale amministrazione democratica ed il riconfermato
premier Recep Tayyip Erdogan.
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La nuova amministrazione statunitense e la Turchia
di
Matteo Monti
Occasional Paper num.02/2009
Febbraio 2009
Il
presidente
statunitense Barack Obama ha deciso di rispettare le
tradizioni,scegliendo di inaugurare la sua presidenza con una lunga
serie di telefonate in giro per il mondo. Pertanto, nelle scorse
settimane i capi di stato dei principali paesi alleati degli USA, sono
stati raggiunti telefonicamente dal loro omologo americano.
Non fa eccezione la
Turchia: il presidente
Abdullah Gul e il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, si
sono
intrattenuti telefonicamente con il leader della casa Bianca lo scorso
lunedì. Indubbiamente, gli argomenti di conversazione non
sono
mancati: il processo di pace in Palestina, l'ingresso della Turchia
nell'Unione Europea, il futuro dell'Iraq, il nucleare iraniano.
Questi sono solo alcuni dei tavoli
sui quali gli
interessi degli Stati Uniti e della Turchia si intrecciano; sembra
quindi importante cercare di approfondire gli scenari di questo grande
gioco del do ut des medio orientale, focalizzando
l’attenzione
sui recenti sviluppi e sulle aspettative che i due paesi nutrono l'uno
nei confronti dell'altro.
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Il deterioramento dei rapporti turco-statunitensi
durante l’amministrazione Bush nelle mani di Obama
di Elisa Morici
Working
Paper num.01/2009
Gennaio 2009
Durante
la presidenza di George W. Bush i rapporti tra Stati Uniti e Turchia
hanno subito un sostanziale peggioramento rispetto a quanto aveva
costruito Bill Clinton durante il suo duplice mandato. Alla fiducia e
alla cooperazione, sono subentrati il disaccordo e la diffidenza,
emersi gradualmente a proposito di questioni cruciali, tuttora al
centro del dibattito: dalla guerra e dopoguerra in Iraq,
all’accesso al
mar Nero, dall’avvicinamento diplomatico della Turchia
all’Iran e alla
Siria, al sostegno garantito dagli Stati Uniti all’autonomia
curda nel
nord dell’Iraq, all’atteggiamento verso il governo
turco stesso. La
superficialità con la quale le politiche regionali turche
sono state
valutate dall’amministrazione uscente non hanno difatti
permesso di
cogliere quanto resti ancora in comune tra Stati Uniti e Turchia su
alcuni di questi nodi e quanto sia conveniente per entrambi reimpostare
i rapporti sulla collaborazione. Sfida che toccherà a Barack
Obama, con la clausola che la sua squadra di governo riesca laddove
quella di Bush ha fallito: ossia la ponderazione tra interessi
statunitensi e interessi degli alleati nelle politiche regionali.
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Il ruolo
della Turchia nel Caucaso
di Roberto Spagnoli
Intervista a Carlo Frappi,
direttore ICTS
per Radio Radicale
Il
conflitto in Ossezia meridionale ha riportato al centro
dell’attenzione internazionale il vuoto di sicurezza che
ancora
caratterizza il Caucaso meridionale - questione che trascende i confini
regionali per coinvolgere i più importanti attori della
comunità internazionale e le più rilevanti
problematiche
che ne caratterizzano le relazioni.
Su
questo sfondo, la
crisi russo-georgiana ha rappresentato una concreta minaccia agli
interessi regionali di Ankara e, al contempo, una sfida diplomatica al
difficile tentativo di bilanciamento della proiezione regionale della
Turchia con i tradizionali vettori euro-atlantici della sua politica
estera. La
proposta di una Piattaforma di Stabilità e Cooperazione nel
Caucaso che comprenda, oltre alle tre repubbliche della regione, anche
Turchia e Russia, rappresenta la principale risposta di Ankara al
conflitto russo-georgiano, nel quadro di una più ampia
iniziativa diplomatica che comprende il tentativo di normalizzazione
dei rapporti con l’Armenia ed il sostegno al rilancio dei
negoziati azero-armeni per il Nagorno-Karabakh.
Il ruolo
regionale della
Turchia è oggetto dell’intervista rilasciata da
Carlo
Frappi, direttore di ICTS, a Roberto Spagnoli per Radio Radicale.
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l'intervista
Il
nuovo ruolo regionale della Turchia potrebbe attrarre nuovamente UE e
USA
di
Stefano Perna
Occasional
Paper num.07/2008
Novembre
2008
L'iter
che dovrebbe consentire alla Turchia di ottenere la membership europea
sta attraversando una fase di empasse e molti temono che l'istituzione
dell'Unione Mediterranea sia stata un ulteriore escamotage voluto dal
Presidente Sarkozy per allontanare Ankara da Bruxelles. Inoltre negli
ultimi anni gli interessi della Turchia e del suo alleato statunitense
non sembrano coincidere come un tempo, quando cioè la
penisola
anatolica svolgeva il ruolo di avamposto occidentale nel Mediterraneo
orientale. In questo contesto la Turchia si sta sforzando di assumere
un atteggiamento autonomo nella regione e di stringere nuove relazioni
con Paesi quali la Russia, l'Iran e la Siria. Se il processo di
integrazione europeo dovesse definitivamente arenarsi e Ankara dovesse
allontanarsi ulteriormente dagli USA, potrebbero scaturire delle
dinamiche geopolitiche che già da ora destano non poche
preoccupazioni
nelle cancellerie occidentali.
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La Turchia nel Consiglio
di Sicurezza dell’ONU: Che ruolo può giocare?
di Kemal Kaya
Occasional
Paper num.06/2008
Novembre 2008
L’elezione
della Turchia
al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rappresenta un successo
per la diplomazia turca. Il fatto che più di centocinquanta
paesi abbiamo dato il loro voto alla Turchia è
testimonianza che la politica estera maggiormente diversificata e
multidimensionale perseguita dal Partito per la Giustizia e lo
Sviluppo, l’AKP, sta sortendo effetti positivi. Tuttavia il
successo turco alle Nazioni Unite preannuncia uno sviluppo che potrebbe
portare la Turchia ad una politica estera meno orientata verso
l’occidente.
L’editoriale di Kaya, già pubblicato
dall’East West Studies di Ankara, analizza
l’elezione della
Turchia al Consiglio di Sicurezza in relazione tanto ai nuovi
orientamenti della politica estera turca, quanto alle dinamiche interne
al Paese, che mostrano una progressiva polarizzazione tra le frange
islamico-conservatrici e quelle secolariste e nazionaliste.
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Le nuove direttrici della politica estera turca:
Un radicale cambiamento rispetto alla westpolitik di Ankara?
di
Matteo Fumagalli
Working
Paper num.03/2008
Ottobre
2008
Il
saggio valuta l’esperienza dell’ AKP al governo,
focalizzandosi sulla
linea di condotta tenuta in politica estera. In particolare si domanda
se la politica estera turca durante il periodo 2002-2008 si sia
distanziata da quella tradizionalmente portata avanti durante il
periodo kemalista. Esamina poi le nuove iniziative di politica estera
(con Russia, Iran e Siria), chiedendosi se queste rappresentino un
tentativo di svolta radicale nel suo orientamento, tradizionalmente
verso occidente.
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L'imperativo del
mantenimento del Trattato di Montreux
di Elisa Morici
Occasional
Paper num.05/2008
Settembre
2008
La
“questione degli
Stretti” è tra le più controverse e
dibattute della
storia delle relazioni internazionali. Ad essa ha provato a rispondere
il trattato di Montreux, che, pur garantendo la libertà dei
mari
per le imbarcazioni mercantili, ha applicato la “teoria degli
stati rivieraschi” per le navi militari. Si tratta di una
regolamentazione degli anni Trenta, superata dalla tecnologia militare
e, per certi aspetti, dalla storia stessa delle relazioni
internazionali, ma ancora fondamentale per la sicurezza della Turchia e
la stabilità della regione caucasica e mediorientale.
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