| Innovazione e autonomia: le
parole chiave del settore difesa turco Lara Innesti Dicembre 2009 Ubicata al crocevia startegico tra Europa, Asia, Caucaso e Medio Oriente e dotata dell’esercito coscrittivo più grande in Europa e il secondo più grande tra i paesi NATO, ammontante a un milione di uomini, la Turchia ha iniziato considerevoli riforme delle forze armate allo scopo di ridimensionarne del 20-30% la dimensione complessiva, incrementandone la qualità nell’addestramento, nelle potenzialità tecnologiche e nella professionalità. Le minacce alla sicurezza nazionale, nonché crescenti divergenze all’interno delle strutture europee di sicurezza hanno spinto la Turchia a ricercare una maggiore indipendenza dai mercati stranieri nella fabbricazione di armi. Leggi l'articolo |
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| Il riorientamento strategico
della Turchia verso i Balcani Sara Miggiano, con la collaborazione di Francesca Torchia Dicembre 2009 Anche se il processo di adesione all'Unione Europea non si è mai fermato, la Turchia vede sempre più distante la data della sua eventuale e piena ammisione. Il paese è sempre più scettico: il processo dura da più di vent'anni senza sostanziali avanzamenti. Quel che è certo è che la Turchia non si accontenterà di un ingresso come membro di serie B, nè si farà bastare la “relazione privilegiata” proposta da Francia e Germania. Altrettanto sicuro è il fatto che non voglia rinunciare al suo prestigio internazionale, sfruttando la sua posizione geografica, a cavallo tra Oriente ed Occidente. La Turchia sta infatti lavorando per un riorientamento strategico. Da un lato vuole infatti diventare guida e ponte per il mondo arabo musulmano mediorientale. Dall'altro, vuole vuole riprendersi un ruolo predominante nei Balcani. Regione a cui è legata storicamente e culturalmente da secoli, la Turchia vuole esserne il primo sostenitore: investendo nei mercati, promuovendo la nascita ed il consolidamento di strutture democratiche, sostenendone le candidature euro-atlantiche. Leggi l'articolo |
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| L’ “ottobre di pace” di Ahmet
Davutoglu Stefano Torelli Novembre 2009 Tra la fine di settembre ed il mese di ottobre il Ministero degli Affari Esteri turco, guidato dall’ispiratore della politica estera dell’AKP Ahmet Davutoglu, ha portato a termine importanti accordi con i vicini mediorientali e, soprattutto, con la Repubblica di Armenia. La Turchia continua a perseguire la propria politica di “azzeramento dei problemi” con tutti i vicini, soprattutto verso Est, in un momento comunque importante anche per i rapporti con l’Unione Europea, dal momento che è stato pubblicato contemporaneamente il rapporto annuale di Bruxelles circa lo stato dell’arte nel processo di avvicinamento di Ankara all’UE. Leggi l'articolo |
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| Il rapporto dell'UE
sull'allargamento: gli diversi ostacoli all'ingresso della Turchia Roberta Raffaele Novembre 2009 Il 14 ottobre scorso la Commissione Europea ha presentato a Bruxelles il suo Rapporto Annuale sull'Allargamento nel quale sono stati esposti i punti positivi e negativi dei Paesi candidati ad entrare nell'Unione, tra cui la Turchia. Il rapporto ha evidenziato come questo Paese sia migliorato notevolmente rispetto agli anni precedenti, ma ha anche evidenziato molti punti critici, primi fra tutti il rispetto dei diritti fondamentali, su cui la Turchia dovrà lavorare ancora per qualche anno prima di poter entrare ufficialmente nell'UE. Leggi l'articolo |
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| Una crescente convergenza di
vedute: i militari e l'AKP Halil M. Karaveli Ottobre 2009 La prospettiva dello Stato maggiore rispetto al movimento islamico conservatore dell'AKP si va evolvendo, dall'averlo giudicato un intruso nel territorio statale sino ad apprezzarne i meriti come protettore dell'integrità e della forza dello Stato. La gestione congiunta della questione curda di Stato Maggiore e governo è esemplare della convergenza in corso tra gli ex-avversari, provocando la dura reazione dell'esclusa opposizione nazionalista. Leggi l'articolo |
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| Cresce la dimensione orientale
della politica estera turca Kemal M. Kaya Ottobre 2009 Nonostante le incertezze e le complicazioni rimangano, gli accordi firmati tra Turchia ed Armenia indicano il potenziale per l’aumento delle possibilità turche di accesso al Caucaso ed all’Asia Centrale. Inoltre, gli accordi di cooperazione che sono stati recentemente ratificati tra gli stati turcofoni sono potenzialmente destinati a generare ripercussioni di vasta portata a livello culturale, economico e politico. Ma in queste, un ruolo di primo piano è sempre più ricoperto da Kazakistan ed Azerbaigian e non dalla Turchia. Leggi l'articolo |
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| Turchia - Israele: un matrimonio
d’interesse per un equilibrio politico regionale Francesco Saverio Ojetti Settembre 2009 L'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana, mentre si apprestava lo scorso 15 settembre, ad aprire i lavori della seconda giornata del Consiglio Affari generali e relazioni esterne a Bruxelles, con i ministri degli Esteri dei ventisette, annunciava la prossima riunione tra l'Iran ed i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, più la Germania, indicando senza mezzi termini la Turchia come possibile sede dell’incontro. Il nodo del nucleare come bandolo della matassa mediorientale, sarà con molta probabilità al centro dell’agenda dei lavori, mentre la scelta della Turchia come sede dell’incontro, potrebbe essere invece l’occasione giusta per consolidare il ruolo strategico e centrale di Ankara nelle politiche mediorientali all’indomani dell’investitura ufficiale del Paese ad autorevole mediatore politico nella crisi israelo-palestinese, con la Siria e gli altri paesi arabi moderati. Leggi l'articolo |
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| Turchia e minoranza curda: alla
vigilia di una svolta epocale? Matteo Monti Settembre 2009 Il 15 agosto scorso riccorreva il venticinquesimo anniversario dall’inizio delle ostilità tra il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) e la Repubblica Turca. Il bilancio di un quarto di secoli di attentati e repressione sarebbe di quasi 40 mila morti. La situazione sembra tuttavia essere arrivata in prossimità di uno storico punto di svolta, dato il parziale ammorbidimento nelle rispettive posizioni dei due rivali. Notevoli sarebbero le implicazioni di un miglioramento dei rapporti tra lo Stato turco e la minoranza curda, tanto sul piano interno quanto su quello regionale ed internazionale. Leggi l'articolo |
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| Il percorso riformista della
Turchia Stefano Torelli Luglio 2009 Con gli emendamenti al Codice di Procedura Penale dello scorso giugno, Ankara ha fatto un altro passo avanti nel campo delle riforme interne, in materia di rapporti tra l’Esercito e le istituzioni politiche. Ciò potrebbe avvicinare la Turchia all’Unione Europea, che ha sempre criticato proprio il ruolo ambiguo ricoperto dai militari in Turchia. Sebbene si debbano ancora compiere altre riforme, Ankara continua in questo processo, dando l’esempio a tutti gli altri attori regionali in Medio Oriente. Leggi l'articolo |
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| Tempo di aggiungere la lettera T
alla sigla BRICs Giulia Gullotti Luglio 2009 Quando si guarda ad Oriente per investire nei mercati emergenti generalmente si tende a focalizzare l’attenzione su Cina, India e Russia, rischiando di dimenticare un paese in forte crescita e a rilevante potenziale come la Turchia. La Repubblica fondata da Ataturk sembra ormai avere tutte le carte in regola per aggiungere la propria iniziale alla sigla BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Non è un caso che, con una popolazione di circa 70 milioni con un età media 29 anni ed un'economia di mercato in costante sviluppo, la Turchia si presenti come una formidabile opportunità di mercato per le aziende italiane. Leggi l'articolo |
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La ripresa dei negoziati per la
risoluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh
Andrea PutaturoLuglio 2009 Nel corso degli ultimi mesi Armenia e Azerbaijan hanno intensificato i contatti per la ricerca di una soluzione condivisa del conflitto in Nagorno-Karabakh, l'enclave contesa tra i due paesi e sotto occupazione armena da quasi vent'anni. Tra novembre e giugno il presidente armeno Serzh Sarkisian e la controparte azera Ilham Aliyev si sono incontrati personalmente in quattro occasioni. Per quanto si tratti di un significativo passo avanti rispetto ai rari e inconcludenti faccia a faccia registrati negli ultimi anni, è ancora difficile indicare se la svolta sia in effetti a portata di mano. Il conflitto in Nagorno-Karabakh non è solamente una disputa territoriale tra Armenia e Azerbaijan, ma un elemento del più ampio gioco in atto tra le grandi potenze per ridisegnare gli equilibri nello scacchiere regionale. Leggi l'articolo |
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| Unione Europea: la sfida
Nabucco-South Stream tra realtà e ideologia Nicolò Sartori Luglio 2009 Come recentemente confermato dal commissario europeo all'energia Andris Piebalgs, il 13 luglio ad Ankara verrà firmato l'accordo intergovernativo tra la Turchia ed i paesi europei partner nel progetto per il gasdotto Nabucco. La firma dell'accordo, che non sarà sottoscritto dalla Commissione europea presente al summit turco soltanto in qualità di osservatore, potrebbe rappresentare uno spartiacque fondamentale per il futuro del gasdotto. Infatti, se la cerimonia di Ankara dovesse dare vita ad un'intesa al ribasso, il destino di Nabucco (e delle velleità di diversificazione europea) potrebbe considerarsi quasi definitivamente segnato. Nel caso in cui, invece, durante il meeting turco le parti dovessero raggiungere forti sinergie, si tratterebbe di un passo fondamentale in un percorso che resta tuttavia impervio e carico di incognite. Leggi l'articolo |
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| I commenti internazionali alla
visita di Obama in Turchia Sebastiano Sali Giugno 2009 La visita del neo Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama, in Turchia agli inizi dello scorso aprile, ha rappresentato uno dei momenti più delicati ed importanti del breve corso della nuova amministrazione. Molte infatti erano le aspettative nei confronti di tale viaggio, così come numerose le sue potenziali ricadute su delicate questioni regionali. Intento dell'articolo è di raccogliere e dar conto dei commenti riportati alla fine del viaggio di Obama in Turchia dai principali centri di ricerca internazionali, per cercare di capire come essi abbiano interpretato le parole ed i gesti del presidente statunitense. Leggi l'articolo |
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| Tessile
tecnico in Turchia 2000-2008. Nell'abbigliamento protettivo 4° fornitore mondiale Paolo Molinari Giugno 2009 In Turchia le riforme economiche del 2001 hanno avuto successo, conseguendo un calo di inflazione e disoccupazione, crescita di investimenti, riduzione di controlli statali su scambi esteri con apertura del proprio mercato. Il reddito nazionale è salito continuamente portando il Paese tra gli stati a più rapida crescita, con un dinamismo economico simile ai paesi emergenti. Agricola in passato, la Turchia è ora una media potenza industriale; grazie ad investimenti esteri (USA e Germania in primis) ed imprese locali. Settori principali sono automobilistico, tessile, elettronico, costruzioni. Un settore in particolare sviluppo è, su questo sfondo, quello del tessile tecnico. Scarica l'articolo (in formato pdf) |
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| Energie rinnovabili ed
investimenti: il ruolo della Turchia Luca Battiato Giugno 2009 Gli effetti del surriscaldamento globale e l’inquinamento creato da rifiuti dannosi hanno sollevato un dibattito riguardante tanto l’utilizzo delle fonti rinnovabili che degli investimenti da poter sviluppare in Turchia in questo settore promettente. La Turchia dispone di tutti i tipi di risorse energetiche ma rimane fondamentalmente un paese importatore di energia: oltre la metà del fabbisogno energetico proviene da altri paesi. Lo stesso processo di saturazione delle risorse energetiche interne comporta la realizzazione in tempi brevi di un processo di transizione verso l’utilizzo di fonti rinnovabili. Leggi l'articolo |
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| Azerbaijan: il complicato gioco
delle contrattazioni sul gas naturale Chiara Caccinelli Maggio 2009 A fine aprile si è tenuta una conferenza a Baku, capitale dell'Azerbaijan, in cui il presidente dello stato caucasico Ilhalm Aliyev ha confermato il suo interesse per la scelta dell'Europa come principale destinazione nell'esportazione di gas naturale proprio e, potenzialmente, anche di quello turkmeno che dovrebbe arrivare nel continente europeo proprio tramite lo stato azero. Nonostante la situazione possa apparire rassicurante, l'impegno azero non si può dare per scontato. Nella rete di contrattazioni si trovano infatti l'Azerbaijan che chiede una risposta celere e attiva da parte dell'Unione Europea, la Russia che lusinga lo stato caucasico con accordi immediati ed attraenti e da ultimo la Turchia che in accordo con la Russia sfrutta la sua posizione strategica a danno degli europei usando tattiche di temporeggiamento che scoraggiano gli investitori e promuovono un diffuso scetticismo. Leggi l'articolo |
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| Il volto meno innocente del
conservatorismo socio-culturale: la censura di Darwin in Turchia Berna Yilmaz Aprile 2009 La turbolenta vita politica turca è stata testimone dell'ennesima controversia pubblica quando il popolare settimanale scientifico Bilim ve Teknik (Scienza e Tecnologia) ha censurato a marzo la notizia di copertina che celebrava il bicentenario delle teorie evoluzioniste darwiniane. Il fatto che Bilim ve Teknik, la più importante pubblicazione turca del suo genere con oltre 50 anni di storia, sia pubblicato da TUBITAK (Consglio Tecnico e Scientifico Turco), ha fatto sorgere alcuni dubbi sulla connessione tra la decisione di censura e l'influenza del governo in un periodo fortemente caratterizzato dalla polarizzazione sul ruolo pubblico della religione. Leggi l'articolo |
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| La Turchia nello scenario delle
politiche euro-mediterranee Lucia Lazzaro Aprile 2009 Nel luglio del 2008 è stato avviato il processo di istituzionalizzazione dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), promossa dal presidente francese Sarkozy già prima la sua presidenza di turno alla Commissione Europea. Il coinvolgimento della Turchia nell’UpM ha sollevato polemiche relative all’ipotesi di soluzioni alternative al processo di integrazione nell’Unione Europea. Ad ogni modo, al momento dell’adozione dell’UpM, la Turchia è rientrata a pieno titolo nella nuova politica a favore del Mediterraneo, che dovrebbe rilanciare il precedente Partenariato Euro-Mediterraneo (PEM) del ’95, noto anche come Processo di Barcellona. Leggi l'articolo |
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La visita di Obama in Turchia e
il rilancio della partnership turco-statunitense
Simone ComiAprile 2009 La visita di Barack Obama ad Istanbul ha rilanciato alcuni dei temi fondamentali nelle relazioni tra gli Stati Uniti e la Turchia. La questione irachena ed il ruolo di Ankara come mediatore nella risoluzione dei conflitti regionali sono i temi rispetto a cui è apparsa più chiaramente la volontà del neo eletto Presidente statunitense di rivedere le linee guida delle relazioni con Ankara. L’attuale amministrazione Democratica considera infatti la Turchia un attore fondamentale con cui doversi confrontare per le questioni riguardanti il Medio Oriente e i rapporti con i paesi islamici moderati. Le dichiarazioni di Barack Obama rispetto alla possibile adesione della Turchia all’Unione Europea sarebbero da leggersi come segnale tangibile della volontà della Casa Bianca di rivalutare i rapporti con Ankara affinché questa possa favorire un riavvicinamento tra gli Stati Uniti ed il mondo islamico. Alle tensioni crescenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni della presidenza di George W. Bush potrebbe quindi seguire un periodo di intense relazioni tra l’attuale amministrazione democratica ed il riconfermato premier Recep Tayyip Erdogan. Leggi l'articolo |
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| Nelle elezioni amministrative una
“vittoria mutilata” per l’AKP Stefano Torelli Marzo 2009 La tornata elettorale del 29 marzo, valida per il rinnovo delle amministrazioni locali, municipali e provinciali, ha nuovamente consacrato l’AKP di Erdoğan come il primo partito del Paese. Ciononostante, il partito di governo non è riuscito ad imporsi nelle aree del Sud-Est, come sperato dal Primo Ministro e, a livello nazionale, il suo bacino di consenso è apparso diminuito di circa 8 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni politiche del 2007. Anche se la crisi economica può in parte spiegare la parziale sfiducia della popolazione, Erdoğan dovrà comunque prendere nuove misure per riguadagnare consensi. Leggi l'articolo |
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| Il ruolo
ambivalente della Turchia come ponte tra l’occidente ed il
mondo musulmano Kemal Kaya e Halil M. Karaveli Marzo 2009 Secondo una concezione tradizionale in Europa e negli Stati Uniti, la Turchia rappresenta “un ponte” tra il mondo musulmano e l’Occidente ed è stato un affidabile alleato occidentale per mezzo secolo. Tuttavia, da un punto di vista occidentale, recenti sviluppi hanno destato preoccupazioni riguardo alle direzione presa dal Paese. Resta da verificare se l’amministrazione del Presidente Barack Obama sarà in grado di rinnovare l’alleanza turco-statunitense, incrinatasi dal 2003, o se piuttosto gli sviluppi in Turchia porteranno ad una situazione radicalmente nuova. Leggi l'articolo |
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| Le
ragioni economiche e politiche alla base delle nuove relazioni e dei
maggiori investimenti della Turchia rispetto ai paesi africani Sara Saturni Marzo 2009 La recente apertura della Turchia nei confronti dell’Africa è espressione dell’intenzione turca di perseguire una politica estera multidimensionale e maggiormente diversificata, interessata allo sviluppo di relazioni nuove capaci di determinare dinamiche geopolitiche meno orientate verso l’occidente. Le relazioni tra la Turchia e i paesi africani si sono approfondite come mai in passato, come evidenziato dal vertice di cooperazione tra Turchia e Africa, tenutosi ad Istanbul nell’agosto del 2008. Il vertice potrebbe essere un possibile punto di svolta nella cooperazione turco-africana se sarà seguito da concreti progetti in campo economico e politico. Il maggiore ostacolo allo sviluppo di tali relazioni sembra risiedere nella reciproca mancanza di conoscenza e familiarità, da cui deriva un’incertezza riguardante il modo in cui promuovere le relazioni comuni. Leggi l'articolo |
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La nuova amministrazione statunitense e la Turchia Matteo Monti Febbraio 2009 Il presidente statunitense Barack Obama ha deciso di rispettare le tradizioni,scegliendo di inaugurare la sua presidenza con una lunga serie di telefonate in giro per il mondo. Pertanto, nelle scorse settimane i capi di stato dei principali paesi alleati degli USA, sono stati raggiunti telefonicamente dal loro omologo americano. Non fa eccezione la Turchia: il presidente Abdullah Gul e il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, si sono intrattenuti telefonicamente con il leader della casa Bianca lo scorso lunedì. Indubbiamente, gli argomenti di conversazione non sono mancati: il processo di pace in Palestina, l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, il futuro dell'Iraq, il nucleare iraniano. Questi sono solo alcuni dei tavoli sui quali gli interessi degli Stati Uniti e della Turchia si intrecciano; sembra quindi importante cercare di approfondire gli scenari di questo grande gioco del do ut des medio orientale, focalizzando l’attenzione sui recenti sviluppi e sulle aspettative che i due paesi nutrono l'uno nei confronti dell'altro. Leggi l'articolo |
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L'AKP riafferma il suo impegno nel processo di adesione all'UE Kemal Kaya Febbraio 2009 La nomina di Egemen Bagis come chief negotiator e la visita di Recep Tayyip Erdogan alla Commissione Europea a Bruxelles in data 18 gennaio segnalano l'inizio di una nuova era nelle relazioni Europa-Turchia. Benché importanti, questi provvedimenti presi da Ankara non sono sufficienti. Il futuro dell'ingresso delle Turchia in Europa dipende da sviluppi politici che entrambi i protagonisti devono supportare. Ma è certo che il processo di integrazione all'Unione Europea rimane un vantaggio politico cruciale per l'AKP. Leggi l'articolo |
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Amministrative 2009, tutto pronto per una nuova stagione politica Francesco Saverio Ojetti Dicembre 2008 Con la crisi finanziaria che rischia di ostacolare la via delle riforme ed il governo di Ankara che brancola nel buio, le prossime elezioni amministrative, in agenda per il 29 marzo 2009, assomigliano sempre di più ad vero e proprio test per l'esecutivo. Gli elettori saranno chiamati a rinnovare i consigli provinciali e ad eleggere i sindaci ed i consiglieri delle amministrazioni comunali nella maggior parte del paese. I partiti si sono già messi al lavoro per cercare di intercettare tutte le correnti della società, per prevederne le tendenze ed assicurarsene l’appoggio politico. Il risultato, qualunque esso sia, determinerà una svolta nella politica turca, destinata ad entrare in una nuova fase. In caso di sconfitta, il Primo Ministro in carica Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato più volte di essere pronto a lasciare la leadership del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), il partito di maggioranza di cui è a capo dal 2001. Leggi l'articolo |
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La questione curda costringe Erdogan a spostarsi verso la destra Kemal Kaya Dicembre 2008 Di fronte al sempre più insolvibile problema del terrorismo del PKK, unito alle crescenti tensioni all’interno della società tra cittadini di etnia turca e quelli di origine curda, l’AKP sembra essersi spostato verso la destra. La retorica di Erdogan è diventata sempre più nazionalistica, allineandosi maggiormente alle posizioni dei militari su questioni riguardanti il PKK, la questione curda in generale, e l’Iraq. Ciò ha portato ad un certo discontento tra le forze curde all’interno dell’AKP che hanno rappresentato una importante base di supporto per il Partito. La scissione è stata più chiaramente visibile nelle dimissioni del vicepresidente dell’AKP e politico di spicco di origine curda, Dengir Firat. Questo probabilmente avrà importanti implicazioni per le speranze elettorali dell'AKP nelle prossime elezioni locali, non ultime quelle nel sud-est. Leggi l'articolo |
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Il nuovo ruolo regionale della Turchia potrebbe attrarre nuovamente UE e USA Stefano Perna Novembre 2008 L'iter che dovrebbe consentire alla Turchia di ottenere la membership europea sta attraversando una fase di empasse e molti temono che l'istituzione dell'Unione Mediterranea sia stata un ulteriore escamotage voluto dal Presidente Sarkozy per allontanare Ankara da Bruxelles. Inoltre negli ultimi anni gli interessi della Turchia e del suo alleato statunitense non sembrano coincidere come un tempo, quando cioè la penisola anatolica svolgeva il ruolo di avamposto occidentale nel Mediterraneo orientale. In questo contesto la Turchia si sta sforzando di assumere un atteggiamento autonomo nella regione e di stringere nuove relazioni con Paesi quali la Russia, l'Iran e la Siria. Se il processo di integrazione europeo dovesse definitivamente arenarsi e Ankara dovesse allontanarsi ulteriormente dagli USA, potrebbero scaturire delle dinamiche geopolitiche che già da ora destano non poche preoccupazioni nelle cancellerie occidentali. Leggi l'articolo |
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La Turchia nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU: Che ruolo può giocare? Kemal Kaya Novembre 2008 L’elezione della Turchia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rappresenta un successo per la diplomazia turca. Il fatto che più di centocinquanta paesi abbiamo dato il loro voto alla Turchia è testimonianza che la politica estera maggiormente diversificata e multidimensionale perseguita dal Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, l’AKP, sta sortendo effetti positivi. Tuttavia il successo turco alle Nazioni Unite preannuncia uno sviluppo che potrebbe portare la Turchia ad una politica estera meno orientata verso l’occidente. L’editoriale di Kaya, già pubblicato dall’East West Studies di Ankara, analizza l’elezione della Turchia al Consiglio di Sicurezza in relazione tanto ai nuovi orientamenti della politica estera turca, quanto alle dinamiche interne al Paese, che mostrano una progressiva polarizzazione tra le frange islamico-conservatrici e quelle secolariste e nazionaliste. Leggi l'articolo |
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L'imperativo del mantenimento del Trattato di Montreux Elisa Morici Settembre 2008 La “questione degli Stretti” è tra le più controverse e dibattute della storia delle relazioni internazionali. Ad essa ha provato a rispondere il trattato di Montreux, che, pur garantendo la libertà dei mari per le imbarcazioni mercantili, ha applicato la “teoria degli stati rivieraschi” per le navi militari. Si tratta di una regolamentazione degli anni Trenta, superata dalla tecnologia militare e, per certi aspetti, dalla storia stessa delle relazioni internazionali, ma ancora fondamentale per la sicurezza della Turchia e la stabilità della regione caucasica e mediorientale. |
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La frattura regionale di uno stato centralizzato Giulia Piccolino Luglio 2008 La Turchia è un paese ad economia emergente, oltre che un candidato ufficiale all'ingresso nell’Unione europea. Tuttavia i recenti progressi economici non hanno colmato la tradizionale disparità tra la parte occidentale del paese, relativamente prospera, e le zone orientali povere. Il carattere centralizzato dello Stato turco e il suo approccio repressivo alle rivendicazioni separatiste del sud est hanno una parte di responsabilità nel permanere di questa situazione. Il processo di pre-adesione all’Unione europea e la recente espansione della cooperazione decentrata potrebbero però fornire nuove opportunità alle autonomie locali turche e alle regioni povere del paese. Scarica il file (pdf) |
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Il ritrovato interesse della Turchia per il Medio Oriente Stefano Torelli Giugno 2008 Nelle ultime settimane si sono susseguiti gli annunci di una ripresa dei colloqui di pace tra Israele e Siria, grazie alla mediazione del governo di Ankara. Il coinvolgimento diretto e ufficiale della Turchia in una questione tanto cruciale per gli equilibri mediorientali, rappresenta solo la punta dell’iceberg di un processo di riavvicinamento iniziato con la fine della Guerra Fredda. Il Paese ha deciso di giocare un ruolo di primo piano e attivo nella stabilizzazione regionale, per poter garantire un futuro privo di ostacoli alle proprie ambizioni, sfruttando anche le potenzialità economiche offerte da uno scenario di pace in Medio Oriente. Scarica il file (pdf) |
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L'industria della difesa in Turchia: Stato e Prospettive Domenico Guglielmi Aprile 2008 L’industria della difesa turca si sta sviluppando fortemente soprattutto grazie alla collaborazione delle imprese turche con i grandi giganti internazionali del settore. Nel 2006 ha esportato per un valore di 350 milioni di dollari. Attualmente la produzione soddisfa il 37,5% della domanda interna di armamenti e nel complesso ha raggiunto un valore di 1,7 miliardi di dollari. L’obiettivo è quello di produrre elicotteri e sottomarini entro 10 anni. Scarica il file (pdf) |
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Turchia e Sicurezza Energetica: La Turchia come Paese di Transito dell’Energia Gareth M. Winrow Novembre 2007 Il saggio esamina sinteticamente il ruolo che la Turchia può giocare come paese di transito dell’energia. In futuro, cospicui volumi di petrolio greggio e di gas naturale potrebbero essere trasportati, attraverso il territorio turco, dai paesi produttori di energia delle regioni del Caspio e del Grande Medio Oriente ai paesi consumatori in Europa. Le autorità ad Ankara e Bruxelles hanno ripetutamente sottolineato come la Turchia sia chiamata a divenire uno stato chiave nel transito dell’energia e quanto ciò contribuirà a risolvere le crescenti preoccupazioni degli stati membri dell’Ue in relazione alla sicurezza energetica. Tale impostazione risulta peraltro in linea con la politica del governo del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo ad Ankara, che cerca di rimarcare l’importanza strategica della Turchia nella speranza che ciò possa agevolare il processo di ingresso della Turchia in Unione europea. Leggi l'articolo |
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