Intervista a Carlo Frappi, Italian Center for Turkish Studies di Roberto Spagnoli per Radio Radicale Ottobre 2009 Dopo anni di strette relazioni politiche, diplomatiche e militari, il rapporto tra Turchia e Israele sembra essere in crisi. L'opposizione di Ankara alla partecipazione di Israele alla esercitazione aeronautica "Anatolian Eagle" rappresenta l'ultimo esempio delle tensioni tra Ankara e Tel Aviv seguite al conflitto di Gaza del dicembre e gennaio scorsi. Quali le motivazioni della presa di posizione turca? Si tratta dell'effetto di una situazione contingente oppure sta cambiando la politica estera di Ankara? Roberto Spagnoli, per Radio Radicale, affronta la questione con Carlo Frappi, direttore dell'Italian Center for Turkish Studies. Ascolta l'intervista |
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Intervista a Andrea Riscassi, RAI di Jacopo Marazia per Equilibri Giugno 2009 Sotto la guida di Vladimir Putin, la Russia ha riguadagnato una posizione di primo piano nel panorama delle relazioni internazionali. Su questo sfondo, il conflitto russo-georgiano in Ossezia meridionale, la questione dello scudo missilistico e l'accesa competizione energetica nello spazio eurasiatico rappresentano le più evidenti manifestazioni del multidimensionale e difficile rapporto tra Mosca e l'Occidente. La complessa situazione geopolitica della Russia odierna è oggetto della video-intervista ad Andrea Riscassi, inviato della RAI in Europa orientale e Russia. Guarda la video intervista |
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Focus 12:30 GMT di Alessandra Baldoni per Rai International Aprile 2009 A conclusione del vertice Usa-Ue dello scorso 5 aprile a Praga, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha spezzato una lancia in favore dell'ingresso della Turchia nell'Ue ma ha ricevuto un fermo no dal presidente francese Nicolas Sarkozy ed una fredda accoglienza da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel. Favorevole, invece, il premier italiano Berlusconi. L'adesione di Ankara al blocco dei 27 Paesi dell'Ue, sostiene il presidente Usa "sarebbe il modo per ancorare fortemente questo Paese all'Europa". Ma la questione dell'ingresso della Turchia nell'Ue è molto controversa: se la Turchia dovesse entrare in Europa, ne diventerebbe il Paese più popoloso e gli 80 milioni di cittadini turchi farebbero impennare la percentuale di musulmani dall'attuale 3% al futuro 20%. Alessandra Baldoni ne parla con Lutfullah Goktas, corrispondente della Tv turca NTV, con il Prof. Carlo Altomonte, docente di Politica Economica europea, e con Carlo Frappi, direttore dell'Italian Center for Turkish Studies e Ricercatore Ispi. Guarda il video |
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Intervista a Carlo Frappi, Italian Center for Turkish Studies di Roberto Spagnoli per Radio Radicale Aprile 2009 La mancanza di relazioni diplomatiche tra Turchia e Armenia rappresenta uno dei principali nodi irrisolti per la stabilizzazione di lungo periodo della regione caucasica e, contemporaneamente, un’evidente lacuna nella politica di "azzeramento dei problemi" con i propri interlocutori regionali propugnata dal Partito per la Giustizia e lo Sviluppo. Ankara ed Erevan non sono mai state, come oggi, vicine alla normalizzazione delle proprie relazioni bilaterali. Tale percorso è tuttavia ancora otacolato da un corto circuito di problematiche interne ed internazionali che vanno dalla campagna internazionale armena per il riconoscimento del genocidio successivo al 1915, sino al nodo del Nagorno-Karabakh ed alle ricadute sulla tradizionale alleanza tra la Turchia e l'Azerbaigian. La problematica è oggetto dell’intervista rilasciata da Carlo Frappi, direttore di ICTS, a Roberto Spagnoli per Radio Radicale. Ascolta l'intervista |
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Intervista a Carlo Frappi, Italian Center for Turkish Studies di Roberto Spagnoli per Radio Radicale Gennaio 2009 Le dure dichiarazioni del premier turco Erdogan contro Israele per l'intervento militare a Gaza sono legate all'attuale situazione internazionale e alle contingenze della politica interna turca (le elezioni locali del 29 marzo saranno un test cruciale per l'attuale governo in calo di consensi). In realtà le relazioni con Tel Aviv restano solide. Molto più interessante è il ruolo di mediazione che Ankara può svolgere in tutta l'area potendo parlare con tutte le parti in causa ed essendo un interlocutore credibile per Israele, come per Hamas, come per i Paesi arabi (moderati e no), gli Usa e l'Europa. Il ruolo regionale della Turchia è oggetto dell’intervista rilasciata da Carlo Frappi, direttore di ICTS, a Roberto Spagnoli per Radio Radicale. Ascolta l'intervista |
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Intervista a Federico Bordonaro, Italian Center for Turkish Studies di Jacopo Marazia per Equilibri Gennaio 2009 La recente riedizione della crisi del gas tra Russia ed Ucraina riporta al centro dell’attalità internazionale –come già nell’inverno 2006– la notevole vulnerabilità del sistema di approvvigionamento energetico dell’Unione europea. La crescente dipendenza dell’Ue da fonti esterne, mostra nuovamente il rischio di tramutarsi in vulnerabilità politica, a partire dalla eccessiva dipendenza da un unico fornitore –la Russia– per una fonte di energia vitale, quale il gas. La crisi energetica tra Mosca e Kiev dimostra dunque, una volta di più, la necessità per l’Unione di propugnare e sostenere politicamente la costruzione di rotte energetiche alternative a quelle russo-centriche. La necessità, cioè, di coerente formulazione di una strategia di sicuezza energetica che abbia nella Turchia il naturale punto di collegamento tra le regioni mediorientali e caspiche di produzione energetica ed i mercati europei. La crisi russo-ucraina è oggetto della video intervista rilasciata da Federico Bordonaro, responsabile del Programma sul Mar Nero Allargato di ICTS, a Jacopo Marazia per Equilibri. Guarda la video intervista |
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Intervista a Carlo Frappi, Italian Center for Turkish Studies di Roberto Spagnoli per Radio Radicale Dicembre 2008 Il conflitto in Ossezia meridionale ha riportato al centro dell’attenzione internazionale il vuoto di sicurezza che ancora caratterizza il Caucaso meridionale - questione che trascende i confini regionali per coinvolgere i più importanti attori della comunità internazionale e le più rilevanti problematiche che ne caratterizzano le relazioni. Su questo sfondo, la crisi russo-georgiana ha rappresentato una concreta minaccia agli interessi regionali di Ankara e, al contempo, una sfida diplomatica al difficile tentativo di bilanciamento della proiezione regionale della Turchia con i tradizionali vettori euro-atlantici della sua politica estera. La proposta di una Piattaforma di Stabilità e Cooperazione nel Caucaso che comprenda, oltre alle tre repubbliche della regione, anche Turchia e Russia, rappresenta la principale risposta di Ankara al conflitto russo-georgiano, nel quadro di una più ampia iniziativa diplomatica che comprende il tentativo di normalizzazione dei rapporti con l’Armenia ed il sostegno al rilancio dei negoziati azero-armeni per il Nagorno-Karabakh. Il ruolo regionale della Turchia è oggetto dell’intervista rilasciata da Carlo Frappi, direttore di ICTS, a Roberto Spagnoli per Radio Radicale. Ascolta l'intervista |
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| Intervista
a Prof.
Metin Heper, Università "Bilkent", Ankara di Halil Magnus Karaveli Novembre 2008 Metin Heper è professore di Scienza Politica e Rettore della Facoltà di Economia e Scienze Amministrative e Sociali presso l’Università “Bilkent” ad Ankara, Turchia. Heper ha recentemente pubblicato un libro su come lo stato turco ha affrontato la questione curda, “The State and Kurds in Turkey – The question of assimilation” (Palgrave Macmillan, 2007). Il professor Heper ha condiviso con Halil Magnus Karaveli le sue opinioni riguardo la questione curda, la sua storia e cosa può riservare il futuro. Leggi l'intervista |
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| Intervista
a S.E.
Uğur Ziyal, Ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia di Carlo Frappi Maggio 2007 La Turchia attraversa oggi uno dei più delicati momenti di transizione della propria storia repubblicana. Il vivace dibattito politico e l’ampia partecipazione popolare mostrano un paese in fermento, attento alle direttrici che la Turchia va perseguendo sul piano interno ed internazionale. La crescente instabilità irachena, legata a doppio filo all’intensificarsi delle attività terroristiche del Pkk, rappresenta su questo sfondo una delle principali sfide che la politica estera di Ankara si trova a fronteggiare. Una sfida tanto più significativa in ragione dei riflessi diretti che essa ha tanto sulla politica di sicurezza, quanto sui rapporti con i tradizionali alleati occidentali e partner regionali del Paese. Carlo Frappi ne ha parlato con S.E. Uğur Ziyal, Ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia. Leggi l'intervista |
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