Occasional Papers Series - Num.08/2009 (Aprile 2009)

occpap05-08

Il volto meno innocente del conservatorismo socio-culturale:
la censura di Darwin in Turchia*

Berna Yilmaz
Aprile 2009

La turbolenta vita politica turca è stata testimone dell'ennesima controversia pubblica quando il popolare settimanale scientifico Bilim ve Teknik (Scienza e Tecnologia) ha censurato a marzo la notizia di copertina che celebrava il bicentenario delle teorie evoluzioniste darwiniane. Il fatto che Bilim ve Teknik, la più importante pubblicazione turca del suo genere con oltre 50 anni di storia, sia pubblicato da TUBITAK (Consglio Tecnico e Scientifico Turco), ha fatto sorgere  alcuni dubbi sulla connessione tra la decisione di censura e l'influenza del governo in un periodo fortemente caratterizzato dalla polarizzazione sul ruolo pubblico della religione.
darwin



Lo scenario

La turbolenta vita politica turca è stata testimone dell'ennesima controversia pubblica quando il popolare settimanale scientifico Bilim ve Teknik (Scienza e Tecnologia) ha censurato a marzo la notizia di copertina che celebrava il bicentenario delle teorie evoluzioniste darwiniane. Il fatto che Bilim ve Teknik , la più importante pubblicazione turca del suo genere con oltre 50 anni di storia, sia pubblicato da TUBITAK (Consglio Tecnico e Scientifico Turco), ha fatto sorgere  alcuni dubbi sulla connessione tra la decisione di censura e l'influenza del governo in un periodo fortemente caratterizzato dalla polarizzazione sul ruolo pubblico della religione.

I retroscena e i dettagli dello scandalo danno ulteriore peso a questi sospetti. La notizia secondo la quale l'AKP, il Partito per la Giustizia lo Sviluppo,  avrebbe cercato di alterare la struttura delle istituzioni grazie a emendamenti e nomine di personalità vicine al partito, che avrebbero permesso al governo di aumentare il suo controllo, sembra essere abbastanza veridica.
In effetti, la decisione di cambiare la prima pagina quando il giornale era praticamente già in stampa e il licenziamento dell'editrice del giornale è stato deciso dal vice presidente del TUBITAK, Omar Cebeci, recentemente nominato dal governo. L'editrice ha poi spiegato che Cebeci le aveva intimato di togliere la notizia, spiegando che “nell'attuale clima politico turco, una notizia del genere può essere vista come una provocazione.”1

Ulteriore chiarificazione sulla posizione dell'AKP nel dibattito su creazionismo e evoluzionismo può essere rinvenuta nella petizione firmata nel 2006 da 700 membri del personale docente del Ministero dell'Istruzione. Dopo aver rivisto i testi scolastici recentemente modificati  sotto la supervisione di esponenti governativi, i firmatari della petizione hanno sottolineato la crescente presenza di argomentazioni creazioniste nei libri di testo a spesa delle argomentazioni evoluzioniste, chiedendone la rimozione.

Di tutta risposta, il Ministro dell'Istruzione ha difeso lo status quo, rivendicando il pluralismo d'informazione; inoltre, il Ministro ha sottolineato che nella sua analisi finale, Darwin considerava la razza turca banale e sottosviluppata: un’impressionante somiglianza con le argomentazioni sostenute da Adnan Oktar, uno dei più importanti sostenitori del creazionismo nel suo libro “L'atlante della Creazione”, venduto in tutto il mondo.2

Oktar è il nome che si cela dietro l'oscuramento di alcune pagine web pro-evoluzioniste turche, inclusa quella di Richard Dawkins, un esperto in materia.3 Che l'opera pro-creazionista di Oktar sia stata molto ben accolta nei circoli dell'AKP è stato ribadito durante l'inaugurazione del “Creation Museum”, che si trova in una municipalità fedele all'AKP: ai partecipanti alla manifestazione sono stati distribuiti diversi opuscoli che portavano la sua firma.4


Implicazioni

La posizione dell'AKP nella controversia darwiniana può sembrare a prima vista scomoda, considerato che all'inizio della sua vita politica il partito ha preso risolutamente le distanze dall'islamismo politico, dai ranghi del quale i leader del partito provengono, abbracciando ufficialmente la definizione di “democratici conservatori”, tracciando implicitamente ed esplicitamente un parallelismo tra l'evoluzione dei partiti d'ispirazione cristiano-democratica in Europa e l'eventuale moderazione dell'islam politico in Turchia. Dopo essersi ricollocato al centro dello spettro politico turco definendosi come forza non ideologica conservatrice e secolare, l'AKP ha sposato la causa dell'ingresso in Europa della Turchia, una mossa in chiaro contrasto con il suo predecessore islamista, che sosteneva che l'UE fosse un “Christian Club” desideroso di sottomettere la Turchia agli interessi dell'occidente, come del resto stavano già facendo il Fondo Monetario Internazionale e la NATO. Ciò significa non solo che l'AKP aveva abbandonato il desiderio degli islamisti di stabilire un regime teocratico in uno stato votato alla democrazia parlamentare per più di tre quarti di secolo, ma anche che il partito si è fortemente compromesso al fine di poter consolidare la democrazia liberale, implementando le riforme necessarie all'accesso nell'Unione Europea.

Quando il partito è arrivato al potere, formando un governo di maggioranza dopo la vittoria alle elezioni del novembre 2002, una ventata d'ottimismo ha attraversato il paese: l'AKP sembrava il partito perfetto per portare la Turchia nel nuovo millennio, dato il suo impegno a propagare i valori del libero mercato e della democrazia. Mentre alcune frange del secolarismo più oltranzista in seno allo stato e alla società civile continuavano a vedere la trasformazione come una farsa finalizzata alla presa di potere da parte degli islamisti, i liberali di destra e di sinistra preferirono focalizzare la loro attenzione sulla parola “democratico” dell'etichetta “democratico-conservatore” autoaffibbiatasi dall'AKP. In altre parole, c'era tra essi la convinzione largamente diffusa in base alla quale l'esperienza d'oppressione da parte dell'apparato statale che gli islamisti avevano vissuto sulla loro pelle, li avrebbe convinti dell'importanza di vivere in una repubblica democratica in cui i diritti di libertà individuali venissero rispettati. Pertanto, il loro “conservatorismo” doveva essere rispettato in quanto forma di diversità in una società pluralista, a partire dal momento in cui essi si impegnavano a tutelare i diritti di ogni cittadino con lo stesso impegno e nella stessa maniera in cui si impegnavano a tutelare i diritti dei “credenti”.

Alcune politiche portate avanti dall'AKP durante il suo governo, l’ultimo esempio delle quali è rappresentato dalla controversia su Darwin, sollevano tuttavia importanti dubbi sui limiti e sui confini dell'influenza della identità mussulmana sul partito. Inoltre, esse evidenziano il bisogno di rivalutare le implicazioni pratiche del definirsi un partito “conservatore”. Come notato poc'anzi, benchè l'AKP abbia rinnegato i suoi passati legami politici con l’islamismo, la religione ha mantenuto la sua importanza per il partito, in qualità di ideale socio-culturale, che ha preso la forma di un richiamo al conservatorismo, e alla diffusione dei valori tradizionali (musulmani); tutto ciò a discapito di molte pratiche secolari largamente diffuse in tutto il paese. Uno dei primi segnali da cui si è potuto evincere che l'AKP avrebbe assunto un ruolo più fattivo in questo processo è stato il tentativo, avvenuto nel 2004, di criminalizzare l'adulterio, nel quadro delle modifiche del codice penale rese necessarie in vista dell'ingresso nell'UE. Come promemoria, basti ricordare che l'autore del tentativo è stato il Ministro della Giustizia Cemil Cicek che fu accusato, durante la prima parte della sua carriera politica come, membro del partito conservatore di centro destra ANAP (Anavatan Partisi - Partito della Madrepatria), di aver utilizzato la parola “prostitute” per definire  quelle ragazze che usavano flirtare con gli uomini.  La legge sull'adulterio ha causato un sollevamento popolare, ricevendo al contempo severe critiche da parte dell'UE. Il primo ministro Ergogan, che fino a quel momento aveva approvato le condizioni imposte dall'UE abbastanza entusiasticamente, respinse il commento dell'Unione, consigliando a Bruxelles di non immischiarsi nella politica interna turca; inoltre aggiunse che “l'UE non è una conditio sine qua non per la Turchia”.5 Alla fine, la legge fu ritirata dall'agenda parlamentare. Un incidente simile ha avuto luogo recentemente, quando la vice segretaria della'AKP Edibe Sozen ha reso nota una proposta di legge per la protezione dei giovani nell'agosto 2008. La proposta includeva anche alcune misure molto conservatrici: la creazione di luoghi di culto all'interno delle scuole, la registrazione dei dati personali per coloro che acquistano materiale pornografico e il trasferimento di questi dati alle autorità statali, l'introduzione di pene severe per chi pubblica contenuti violenti o pornografici.6  Ancora una volta, dopo un moto di pubblica protesta, l'AKP ha pubblicamente disconosciuto il progetto di legge, aggiungendo che Sozen l'avrebbe redatto di sua iniziativa.

A livello municipale, alcuni sindaci dell'AKP hanno introdotto una proibizione de facto del consumo di alcolici nelle loro giurisdizioni, in città come Ankara ed Istanbul. Inoltre alla fine del 2005 il governo ha chiesto alle municipalità di circoscrivere la vendita di bevande alcoliche ad alcune zone della città, possibilmente non in centro.7  La proibizione della vendita di bevande alcoliche non include soltanto le strutture di proprietà delle municipalità, ma si estende anche al settore privato, sottoposto ad una crescente pressione burocratica per ottenere le licenze di vendita degli alcolici, nonché a continue prepotenze da parte dell'apparato di polizia. Ad esempio, uno dei più grandi distretti di Ankara, Kecioren, dove si trova la residenza privata del Primo Ministro, è diventata virtualmente una zona “free-alcohol”. Dei 22 ristoranti dove era possibile acquistare alocoli nel 1994, data di insediamento del sindaco dell'AKP Turgut Altinok, oggi non ne resta aperto nessuno.8


Conclusioni

In considerazione del quadro delineato, sembrerebbe naïve, se non ideologicamente motivato, ritenere  che la vita scientifica in Turchia possa rimanere immune da questo attacco conservatore lanciato dall'AKP nel settore socio- culturale. In effetti, già un anno prima dello scandalo sull'evoluzionismo, un altro evento di estrema rilevanza aveva gettato un'inquietante ombra sull'indipendenza dell'attività scientifica in Turchia. Il Consiglio di Medicina Forense pubblicò un resoconto che permise di scarcerare il 74enne giornalista Islamista  Huseyin Uzmez, accusato di aver  molestato una minorenne per 5 anni. Il rapporto, che sosteneva che la ragazza non fosse turbata ne psicologicamente ne fisicamente, si attrasse l'ira di molte organizzazioni per i diritti civili, per i diritti delle donne e di avvocati. Mentre il consiglio di medicina forense continua a emettere rapporti favorevoli ai molestatori (per tre volte a partire dal caso Uzmez9) e stato rivelato che tre esperti forensi, che hanno avuto il coraggio di criticare la decisione il consiglio in merito al caso Uzmez, sono stati sottoposti a diversi provvedimenti giudiziari da parte del ministero della giustizia.10

Il coinvolgimento del governo nella censura di Darwin e nel caso Uzmez dovrebbe essere presa molto seriamente, in quanto chiare anomalie nel processo di liberalizzazione del paese a cui l'AKP si è votato. Ciò potrebbe anche influire negativamente sulle relazioni tra Europa e Turchia, già abbastanza tiepide. L'Ue ha già preso posizione in questo dibattito: nell'ottobre 2007 il consiglio dei parlamentari europei ha adottato una risoluzione nella quale si opponeva apertamente all'insegnamento del creazionismo nelle scuole europee; la decisione fu motivata ricordando che le teorie creazioniste e del disegno intelligente provengono da estremismi religiosi e possono risultare problematiche in materia di diritti umani.11 In linea con questa posizione, due membri italiani dell'europarlamento, Marco Cappato e Marco Pannella, hanno sottoposto l'incidente della censura  alla Commissione Europea, chiedendo di “verificare se vi siano state delle violazioni dei diritti fondamentali (diritto di espressione, diritto di ricerca scientifica) per la cooperazione tra Turchia ed UE in materia scientifica”.
12
Oltre ad aver infranto dei diritti e delle libertà personali, il coinvolgimento governativo nel dibattito creazionista-darwiniano è orientato non già da principi scientifici, ma da credenze e valori sociali ispirati dalla religione: in questo senso, è totalmente contrario al principio di pluralismo sociale. Se preso in considerazione insieme ad altre misure socialmente conservatrici adottate dal governo, che possono essere collocate nello stesso solco di quelle adottate nella fase successiva al 1980 durante il periodo di islamizzazione del Paese, non appare fuori luogo ritenere che la base socio-culturale necessaria a introdurre politiche democratico-liberali stia venendo pian piano, ma costantemente, erosa.






1. 'Most Express Sympathy for the Censorship', Spiegel International,  17 marzo 2009,
    http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,613768,00.html.
2. Yaratılış Atlası ve sapla saman..., Radikal, 18 febbraio 2007,
    http://www.radikal.com.tr/ek_haber.php?ek=r2&haberno=6765;
    Yaratılış müzesi skandalı, Radikal, 11 marzo 2006,
    http://www.radikal.com.tr/haber.php?haberno=181049.
3. Creationist Adnan Oktar wins ban on Richard Dawkins site, The Times, 20 settembre 2008,
    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article4791175.ece.
4.
Yaratılış müzesi skandalı, Radikal, 11 marzo 2006,
    http://www.radikal.com.tr/haber.php?haberno=181049.
5. "AB olmazsa olmaz değildir", Sabah, 17 settembre 2004,
    http://arsiv.sabah.com.tr/2004/09/17/gnd99.html.
6. Religion: Turkish PM appeases critics by disowning anti-porn bill, The Guardian, 14 agosto 2008,
    http://www.guardian.co.uk/world/2008/aug/14/islam.religion.
7. Secular Turkey is angered by spectre of alcohol-free zones, The Independent, 15 dicembre 2005,
    http://www.independent.co.uk/news/world/europe/secular-turkey-is-angered-by-spectre-of-alcoholfree-zones-519545.html
8. Keçiören'de tek içkili restoran yok, 
Hürriyet, 29 agosto 2008,
    http://arama.hurriyet.com.tr/arsivnews.aspx?id=9773182.
9. Üzmez raporuna rağmen 22.5 yıl, 
Hürriyet, 6 febbraio 2009,
   http://arama.hurriyet.com.tr/arsivnews.aspx?id=10940221;
   Suçüstü tacize 6. İhtisas’tan bir Üzmez raporu daha, 
Hürriyet, 22 gennaio 2009,
   http://arama.hurriyet.com.tr/arsivnews.aspx?id=10828126;
   Adli Tıp’tan yeni bir ’Ruhu sağlıklı’ raporu, 
Hürriyet, 14 dicembre 2008,
   http://arama.hurriyet.com.tr/arsivnews.aspx?id=10563428
10. Adli Tıp uzmanlarına Hüseyin Üzmez ayarı, H
ürriyet, 3 gennaio 2009,
     http://arama.hurriyet.com.tr/arsivnews.aspx?id=10690627
11. Council of Europe firmly opposes creationism in school, Reuters, 4 ottobre 2007,
     http://uk.reuters.com/article/scienceNews/idUKL0417855220071004.
12. WRITTEN QUESTION by Marco Cappato (ALDE) and Marco Pannella (ALDE) to the Commission,
     http://www.europarl.europa.eu/omk/sipade3?TYPE-DOC=WQ&REF=E-2009-1805&REF-SEC=0&L=EN




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